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giovedì 20 marzo 2025

Vasto anni ’60: Pino Donaggio al Dancing “da Mimì”

Cinquant’anni fa, durante il Festival di Sanremo del 1965, Pino Donaggio lanciava il brano “Io che non vivo (senza te)", un pezzo iconico che rimase per tre settimane al primo posto nella hit parade e oltre 80 milione di copie vendute in tutto il mondo.
Come tanti big della canzone italiana, anche Pino Donaggio lasciò il segno a Vasto in una delle affollate estati degli anni ’60.
Nel luglio 1960 a Vasto Marina aprì il Dancing “da Mimì” con i locali sotto la Rotonda e con un ampio spazio esterno: un punto di riferimento per un’intera generazione di vastesi e turisti che affollavano le spiagge vastesi.
Tre anni più tardi, alla Marina aprì “La Ciucculella”, con la sua riconoscibile copertura a forma di conchiglia.
Per contrastare la concorrenza, “da Mimì” cominciò ad offrire una serie di appuntamenti di livello. Ad animare le affollate serate danzanti, oltre a band locali con Jolly Quintet, Plaining Boys e The Spyders, furono chiamati i cantanti di fama nazionale più in voga in quegli anni: I Camaleonti, Don Backy, Sergio Endrigo, Edoardo Vianello e Wilma Goich, I Giganti, Bruno Lauzi, Fred Bongusto, Venditti- Cocciante- De Gregori (insieme), Ninì Rosso ed altri. Tra questi anche Pino Donaggio accompagnato dalla sua band i “Giovani Giovani”, formata da Armando De Cillis al basso, Alberto Bandel al piano (successivamente sostituito da Gianni De Sabbata), Nico Lomuto alla chitarra e Sandro Orlandini alla batteria. Il nome deriva dal brano “Giovane giovane”, presentato da Pino Donaggio al Festival di Sanremo del 1963.

Per un ulteriore approfondimento sul Dancing “da Mimì”, rimandiamo all’interessante ed esaustivo articolo di Nicola D’Adamo pubblicato sul blog NoiVastesi
https://noivastesi.blogspot.com/2020/04/anni-60-il-dancing-da-mimi-e-le-sue.html#more




martedì 11 marzo 2025

Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: THE DANDIES

Nona e ultima puntata con THE DANDIES (Michele Spadaccini, Tonino Cirulli, Lino Galante, Gigiotto Smargiassi, Maurizio Ciarlini, Cenzino Ventrella, Sergio De Guglielmo)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca

Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

Il gruppo si costituisce nel 1966. Alla sua fondazione concorrono Maurizio Ciarlini, Nicola Galante, Michele Spadaccini. E sebbene nelle prime fasi partecipi Alfredo Massacesi, sarà Enzo Ventrella a costituire il quarto elemento della formazione iniziale che si presenta così strutturata:

Maurizio Ciarlini, batteria;
Nicola Galante, chitarra ritmica;
Michele Spadaccini, basso;
Vincenzo Ventrella, chitarra conduttrice e voce.

Il quartetto si rafforza nel 1 966 con l'ingresso di Antonio Cirulli che sostituisce Ventrella nella sola parte strumentistica (chitarra conduttrice). Ma la quasi contemporanea immissione di Luigi Smargiassi all'organo amplifica il potenziale sonoro della band. Il sestetto segue questa disposizione fino al 1969, anno in cui Galante viene chiamato al servizio di leva e Smargiassi abbandona per motivi di studio. Con Aldo Avallone che sostituisce quest'ultimo, il gruppo si scioglie nel 1970.
La base melodico/blues del complesso favorisce la timbrica del cantante: che, ascoltato durante una performance nel «Settembre lancianese», viene invitato insieme con gli altri Dandies a un provino presso la RCA. Nel corso delle stagioni da dancing, il sestetto accompagna le esibizioni di celebrità del tempo oggi dimenticate: ma dai molti nomi tornati nell' oscurità, va escluso quello di Ombretta Colli che, dopo aver vinto a Vasto il Festival delle Sirene, comincerà a occupare un ruolo di primo piano nello spettacolo italiano. I Dandies eseguono pezzi singoli di Tonino Marchesani — Io non sapevo e Non puoi capire — e di Galante-Marchesani (Tutta la vita da rifare).




lunedì 10 marzo 2025

Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: I RAGMA

Ottava puntata con I RAGMA (Gianfranco D’Onofrio, Peppino Forte, Carlo Sorgente, Giovanni Zaami)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca


Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

Vicenda lunga e stratificata quella dei Ragma. Dalla costituzione (1967) allo scioglimento (1971) il complesso subisce una radicale trasformazione a partire dalla formazione iniziale che è la seguente:

Nicola Cinquina, basso-voce;
Florindo Croce, chitarra conduttrice-voce;
Dino Crociani, batteria;
Agostino Del Casale, chitarra ritmica-voce

Ma già nel 1968 Peppino Forte subentra a Croce. Nell'inverno successivo viene chiamato Carlo Sorgente all'organo: e quando in estate Cinquina abbandona, il suo ruolo viene assunto da Del Casale. Nel 1971 Del Casale e Crociani lasciano la scena e sono rispettivamente sostituiti da Gianfranco D'Onofrio e Giovanni Zaami. A questo punto la band risulta essere così disposta:

Gianfranco D'Onofrio, basso;
Peppino Forte, chitarra conduttrice-voce;
Carlo Sorgente, organo;
Giovanni Zaami, batteria.

La fase conclusiva del gruppo si presenta come fusione di elementi dei Rikki Tikki (D'Onofrio e Zaami) e dei Nuovi Nobili (Forte e Sorgente).
La sua concinna denominazione si ispira all'episodio biblico della discendenza di Cam (Genesi,10, 6), nella cui genealogia Ragma, figlio di Cus, occupa il secondo grado della linea diretta.
Dalle iniziali preferenze per i Beatles e per i gruppi italiani, il sound dei Ragma muove sui nuovi tracciati del progressive di cui Led Zeppelin, Rory Gallagher, Jimi Hendrix sono i profeti.






domenica 9 marzo 2025

Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: THE SPYDERS

Settima puntata con THE SPYDERS (Enzo Ciancio feat. Peppino Borromeo e Peppino Forte)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca

Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

Malgrado il nome ammiccante agli «scarafaggi», il gruppo degli Spyders (i ragni) si connota per una musicalità tutta soft adatta alle serate da night. Modellato sulla piccola orchestra alla Peppino di Capri, il complesso si impernia sulla centralità del cantante dalla voce calda e pastosa.
Fondata nel 1963, la band si presenta al pubblico l'anno successivo con la seguente formazione:

Antonio Antenucci, batteria;
Rocco Berghella, chitarra conduttrice;
Enzo Ciancio, chitarra ritmica;
Enzo Ciancio, voce;
Antonio De Cristofaro, basso;
Pierluigi Evangelista, chitarra ritmica;
Vincenzo Mascioli, sax.

Dal 1964 all'estate1966 gli Spyders svolgono un'intensa attività nei dancings e nelle feste studentesche: ma quando nell'autunno 1966 si profila la possibilità di un trasferimento a Milano per tentare la carriera professionistica, dal gruppo fuoriescono Berghella, De Cristofaro, Evangelista e Mascioli. Ai tre superstiti —Antenucci e i cugini Ciancio — si associa Aldo Avallone all'organo. Ma una volta conclusa l’avventura milanese (che dura un anno), la formazione si scioglie nel 1967.
Gli Spyders producono canzoni in proprio di cui è autore il chitarrista Enzo Ciancio: le più importanti tra queste, Remember, You are stranger, La strada degli angeli. La band costituisce un punto di riferimento per tutti i successivi gruppi locali.
Ma c'è qualcosa di assolutamente originale nella vicenda di questi celebrati «ragni» d'epoca: l'ambiente di prove. La tessitura concertante di una musica così calda e riposante nasceva in un silenzioso magazzino di bare (pompe funebri, per intenderci) che, allocato in via Vittorio Veneto n.72, lasciava sprigionare la forte volontà di vita dei suoi componenti.

 
 

 



Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: GLI SQUALI

Sesta puntata con Gli Squali (Antonio Celenza, Stefano Cianciosi, Claudio Stanisci, Fabio Valentini, Erminio Fabrizio, Nicola Soria)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca

Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

Antonio Celenza, basso;
Stefano Cianciosi, chitarra conduttrice;
Erminio Fabrizio, batteria;
Nicola Soria, voce;
Claudio Stanisci, chitarra ritmica;
Sandro Valentini, organo.

Il gruppo si costituisce nel 1967 per iniziativa di Cianciosi, Soria e Stanisci che, aggregando immediatamente Celenza e Fabrizio, completano il team qualche mese dopo con l'inserimento di Valentini all'organo.
Formazione longeva di soli studenti — si scioglierà infatti nel 1971 — ha la caratteristica di rimanere stabile nei suoi componenti: unico caso conosciuto in ambito locale con questa durata (altre bands fisse non reggono tanti anni), mostra una coerenza di intenti musicali non scalfita da circostanze esterne (motivi di studio o servizio di leva).
Nella 1a Coppa CUV (1968) per l'orchestra ideale — dove partecipano i Dandies e I Nuovi Principi (Vasto), i Continental (Lanciano), I Mandarini (Ortona) — Gli Squali vincono la medaglia d'argento de «Il Tempo» (redazione di Vasto) «[...] per l'aderenza a uno stile moderno e per questo non soggetto a plagi in voga, bensì ad una originale e personalistica nota musicale di prestigio».




sabato 8 marzo 2025

Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: I NUOVI PRINCIPI

Quinta puntata con I NUOVI PRINCIPI (Nicola Cicchini, Mimmo Cicchini, Cesare Sallese, Alfredo Di Totto, Antonio Belfiore)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca

Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

Domenico Cicchini, chitarra conduttrice;
Nicola Cicchini, basso;
Giuseppe Di Francesco, batteria;
Alfredo Di Totto, organo;
Cesare Sallese, chitarra ritmica.

Il gruppo si costituisce nel 1967 su iniziativa di Domenico Cicchini, da allora nobiliarmente appellato «Mimmo Maria Principe» (è evidente l'allusione all'Enrico Maria Papes dei «Giganti»). Salvo Nicola Cicchini e Di Totto, gli altri componenti vantano esperienze in precedenti formazioni. Nel 1968 a Di Francesco subentra Antonio Belfiore.
Dopo varie esibizioni nei dancings della costa chietina, il complesso si trasferisce a Milano per un contratto con il night «Il Disco Volante». I Nuovi Principi ritornano a Vasto sei mesi dopo la chiamata al servizio di leva di Mimmo Cicchini (1970), e proseguiranno senza quest'ultimo fino allo scioglimento.
Capita talvolta che la passione di un pubblico «arrabbiato» di fans possa generare incidenti nei confronti di interpreti potenzialmente rivali: ed è quanto accade al quintetto «nobiliare» che, raggiunta a Termoli la finale di una rassegna per complessi, ritrova malmenati i suoi protagonisti perché sia certa la loro assenza dalle fasi conclusive della competizione.
La band si caratterizza per gli acuti di Cesare Sallese e per le capacità istrioniche di Mimmo Cicchini che esegue pezzi solistici con i denti e l'accompagnamento con le estremità inferiori.





venerdì 7 marzo 2025

Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: I 5 DI STASERA

Quarta puntata con I 5 DI STASERA (Nando Imbornone, Gianni Oliva, Fran­co Feola, Bartolo Bruno, Rolando Di Nardo)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca


Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

1. Gruppo nato nel 1963 da una precedente esperienza di breve durata (I Lunatici). Formazione stabile:
Igino Fava, organo e piano;
Nando Miranda [pseud. di Nando Imbornone], basso;
Gianni Oliva, chitarra conduttrice;
Amerigo Oliva, chitarra ritmica;
Camillo Zampetti, batteria.

Il genere praticato era in un primo momento quello da night (di quelli anche il nome soft e confidenziale che poi è rimasto), ma subito dopo si fece sentire l’influenza dei primi Beatles, da poco sulla breccia. In repertorio erano alcuni pezzi degli «scarafaggi» come Please please me, She loves you, From me to you, And I love her, Misery, oltre ai classici della musica swing e del blues, a brani strumentali degli Shadows. Notevole anche l'influenza del beat italiano (Equipe 84, Dik Dik, Rokes).
Questa formazione ha inciso un 45 giri (dischi ARIEL) con pezzi di propria composizione: lato A: L'amore e il mare (Oliva, Berardi, Fava); lato B: Domani è festa (Oliva-Fava). Il primo pezzo, solo strumentale e con parlato intramezzato ed effetti speciali (uccelli), era ispirato a classici americani come Summertime; il secondo era un tipico shake a più voci, ben costruito, ma allusivo nella struttura musicale ad un brano dei Rokes (Ci vedremo domani).


2. Alla fine del 1965 la formazione si scioglie a causa degli impegni di studio di alcuni componenti. Restano solo i più giovani (Gianni Oliva, 17 anni e Nando Imbornone, 17 anni), che insieme ad altri amici ricostituiscono il gruppo. I nuovi sono due coetanei: Franco Feola, che proviene da I Totem) e Rolando Di Nardo da I Modesti. Essi entrano rispettivamente come chitarra ritmica e batteria. Il gruppo mantiene il nome de I 5 di Stasera, pur essendo in quattro, per assicurare continuità con il recente passato. Del resto, a chi si domandava perché fossero in quattro essi rispondevano scherzosamente che il batterista valeva per due, data la sua mole (100 kg).
L'anno dopo, però, ai quattro si affianca il quinto nella persona di Bartolo Bruno, proveniente dal gruppo termolese I Beavers. L'incontro con Bruno avviene durante una gara di complessi in un teatro di Termoli. Bruno è sprecato con la sua formazione e potrebbe essere valorizzato nei 5 di Stasera. Accetta di buon grado e si unisce agli altri, con i quali suona fino a che il complesso si scioglie (dicembre del 1970) per sopravvenuti motivi di studio.
Negli anni 1965-1970, il quinquennio d'oro, il gruppo esercita una forte influenza sulla musica locale e regionale. Il tocco della chitarra Fender di Gianni Oliva, il virtuosismo pianistico di Bartolo Bruno, i falsetti stratosferici di Franco Feola e Nando Imbornone, il ritmo frenetico di Rolando Di Nardo, caposcuola di una generazione di batteristi, costituiscono un indiscusso punto di riferimento per tutti i giovani con velleità musicali. Il gruppo ha un notevole successo e suona in tutti i principali locali del Meridione. Per le sue doti diventa anche il complesso che accompagna cantanti come Ornella Vanoni, Johnny Dorelli, Joe Sentieri, Angelique Sand, Carmen Villani, Lara Saint Paul e si esibisce per molte sere a «Le Calide» di Campomarino insieme con i Rokes. Nello stesso periodo, in un locale vicino, si esibiva un non ancora ben conosciuto Lucio Dalla che non raccoglieva molto credito, proprio perché «disturbato» dalla presenza de I 5 di Stasera e dai loro fans che affollavano «Le Calide». Altri tempi!
Il repertorio predilige i pezzi vocali e strumentali, secondo il sound vigente. La base è costituita da ballabili classici e recenti, ma i veri modelli sono i gruppi inglesi e americani (i Beatles della maturità, di Revolver e di Abbey Road), i Bee Gees, i Rock' in Berries (dei quali adattano pezzi in italiano), Yardbirds. Non mancano i gruppi nostrani (Equipe 84, Dik Dik, Camaleonti, Nomadi, ecc.). Eseguono anche molti pezzi in proprio, tutti con testo e musica di Gianni Oliva. Questi i principali: La Creazione, Va dove vuoi, Mi sei caduta dall'anima, Una ragione per morire. I brani riscuotono un notevole successo durante le serate e sono richiesti dal pubblico dei tanti affezionati. Non vengono però mai incisi su disco.
Dei 5 di Stasera rimangono solo due nastri, peraltro malamente incisi perché registrati dal vivo durante una serata all'aperto nel night «Le Calide» di Campomarino.







giovedì 6 marzo 2025

Vasto 1992 “Quei… ragazzi degli anni ‘60”: i GADA

Terza puntata con i GADA (Valerio De Risio, Giancarlo Vicini, Claudio Lanza, Patrizio D'Ercole)
a cura di Nicola D'Adamo (NoiVastesi) e Angelo Frasca


Scheda tratta da “Cominciammo a suonar le chitarre. Complessi musicali a Vasto negli anni Sessanta” a cura di Luigi Murolo (1992)

Saverio Caravaggio, chitarra ritmica;
Patrizio D'Ercole, batteria e voce;
Valerio Di Risio, basso e voce;
Claudio Lanza, organo e voce;
Giancarlo Vicini, chitarra conduttrice e voce.

Il gruppo si costituisce nel 1967 per iniziativa di D'Ercole, Di Risio e Carlo Varrati. Ma subito dopo Varrati abbandona e subentra Vicini. E con la breve parentesi di Domenico D'Ercole, Gada trova definitivamente la sua line up.
L'originale denominazione del quintetto, totalmente diversa dalle altre in voga, deriva dalla fusione delle sillabe iniziali di due ragazze (Gabriella e Daniela). Essendo formato per i 3/5 da elementi provenienti da un centro vicino, il gruppo ha sede a Scemi, dove effettua le prove in un lugubre granaio adibito, nottetempo, a luogo per sedute spiritiche. Il nucleo di base, costituito da tre studenti del Liceo Classico di Vasto (D'Ercole, Di Risio, Vicini), sceglie i brani da sottoporre agli altri, con i quali i tre si incontrano una volta alla settimana nella misteriosa casa degli spiriti.
Il repertorio dei Gada — selezionato attraverso le registrazioni dei programmi radiofonici — spazia dal beat italiano, ai Procol Harum (di cui si ricorda un'impeccabile esecuzione di Fortuna), ai classici del R&B, della Stax, della Tamla Motown. Caratteristiche peculiari del gruppo sono le armonie vocali e l'intesa tra basso e batteria che consente interessanti arrangiamenti su temi R&B.
La maggior parte delle esibizioni della band avviene nei locali dell'area lancianese (S. Vito, Fossacesia ecc.) e nelle feste studentesche di Lanciano, Vasto, Atessa ecc. Nel suo palmarès spicca la vittoria in un Festival per complessi svoltosi a Torino di Sangro nel 1969, dove ottiene la coppa «per la migliore canzone inedita».
Il gruppo si scioglie nel luglio del 1970 per l'emigrazione universitaria di tutti i suoi componenti.