Visualizzazione post con etichetta Lacudio (Claudio Carluccio). Mostra tutti i post
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domenica 15 febbraio 2026

“Questa è la fine”, l’ultimo singolo di Lacudio

Dopo “Una storia di plastica” e “Tenebra”, Claudio Carluccio, aka Lacudio, lancia il terzo singolo del 2026.
Il brano si chiama Questo è la fine”, spiega l’artista abruzzese. “Non è dedicata esplicitamente a Raffael De Gregorio, ma racconta di quando uscivamo insieme, di quando andavamo al Korova club di Cupello”.
E proprio in questi giorni Claudio Carluccio ha riportato in vita il video dell’intero concerto tenutosi a Cupello, che lo vede dietro le pelli, insieme a Rafael De Gregorio, storico fondatore e frontman de Le Zoccole Misteriose, prematuramente scomparso nel novembre 2024.
“Questa è la fine”, vede la partecipazione di Nicola D’Adamo alla batteria, Luca Travaglini alla chitarra e al mixaggio-mastering, e Angelo Sergio Del Nero al basso.





giovedì 29 gennaio 2026

“INCONTRI”, un romanzo visionario e letterario nato dalla penna di Claudio Carluccio

Scrivo da sempre, forse per trovare un senso alle cose, forse solo per perdermici dentro. Amo la musica, la letteratura e i viaggi della mente. Questo libro è nato da un bisogno, un'urgenza di raccontare il viaggio interiore che tutti, prima o poi, affrontiamo.

In un periodo di rinascita personale e culturale, oltre che musicale, in particolare con il suo ultimo progetto Lacudio, Claudio Carluccio trova voglia, spazio e tempo per pubblicare il suo primo romanzo, come egli stesso definisce “visionario e letterario che fonde realismo emotivo, allucinante e metanarrazione in un viaggio dentro la mente di un uomo sospeso tra la vita e la morte”.
Il libro nasce da una lunga raccolta di quaderni scritti tra il 2023 e il 2024. Si tratta senza dubbio di un progetto ambizioso costruito come un mosaico di storie, sogni e ricordi, in cui personaggi reali e immaginari diventano specchi dell’identità del protagonista.
Il protagonista, scrittore fallito e padre fragile, giace in coma dopo un incidente d’auto avvenuto durante una notte di autodistruzione. Mentre il suo corpo è immobile in un letto d’ospedale, la sua coscienza vaga in uno spazio onirico dove memoria, desiderio e colpa si mescolano senza confini. In questo limbo, egli rivive episodi della propria vita e attraversa una serie di incontri surreali con figure iconiche della cultura, della musica, dell’arte e della spiritualità — tra cui Fabrizio De André, Charles Bukowski, John Lennon, Marilyn Monroe, Van Gogh e persino Gesù Cristo — che diventano specchi deformanti delle sue paure, delle sue contraddizioni e del suo bisogno di redenzione.
Parallelamente, nel mondo reale, l’ex moglie e un’infermiera leggono ad alta voce i quaderni che l’uomo ha scritto nel corso degli anni: racconti, frammenti, confessioni, visioni. Queste storie — che il lettore ha già attraversato come parti del romanzo — diventano il filo che lo ancora alla vita e forse la chiave per il suo risveglio. Il libro costruisce così una struttura a doppio livello: da una parte l’ospedale, con i suoi silenzi, i suoi monitor e l’attesa; dall’altra il caos interiore del protagonista, espresso attraverso una serie di racconti che oscillano tra ironia feroce, lirismo e disperazione.
INCONTRI è anche una riflessione sulla creatività come forza distruttiva e salvifica insieme. Scrivere è per il protagonista l’unico modo di esistere davvero, ma anche ciò che lo consuma, lo isola, lo porta a perdere il lavoro, l’amore, la stabilità. L’alcol, il fallimento e la frustrazione diventano compagni di viaggio in un’esistenza che sente di non trovare posto nel mondo “normale”. Gli incontri con gli artisti e i miti del passato non sono celebrazioni, ma processi: ogni figura lo mette di fronte a ciò che ha perso, a ciò che non è mai riuscito a essere, e al prezzo che si paga per cercare di restare autentici in una società che premia l’apparenza e la normalizzazione.
Nel rapporto con l’ex moglie, con la figlia Elena e con l’infermiera Anna, emerge invece il cuore emotivo del romanzo: l’amore che resiste nonostante le macerie, il desiderio di essere visti davvero, la possibilità — fragile ma reale — di una rinascita.
INCONTRI è un romanzo ibrido, che unisce narrativa, poesia, racconto breve e flusso di coscienza in una voce personale e riconoscibile. È un libro che parla di dipendenza, di crisi creativa, di mascolinità ferita, ma anche di tenerezza, ironia e umanità.
Un viaggio dentro il caos di una mente che si sta spegnendo — o forse sta finalmente cercando di tornare alla luce.


Molti conoscono Claudio Carluccio come musicista poliedrico e indipendente, attivo da oltre due decenni attraverso svariati percorsi musicali, come Milkshake, Old Boy, Shadoworld, e in quest’ultimo periodo Lacudio, un punto di ripartenza musicale dopo diversi anni di assenza dalla scena, intraprendendo per la prima volta un percorso artistico cantato in italiano.
Ma Claudio Carluccio è anche uno scrittore che lavora ai margini della narrativa tradizionale, dove autobiografia, visione e critica sociale si intrecciano in una forma di scrittura cruda e lirica.
La sua voce nasce dall’attrito tra realtà e allucinazione, tra quotidiano e mito, e racconta uomini fragili, dipendenze, creatività come ferita e come salvezza.
Ha iniziato a scrivere come atto di sopravvivenza, trasformando esperienze personali, crisi esistenziali e ossessioni culturali in racconti e frammenti che rifiutano ogni addomesticamento. Nei suoi testi convivono ironia feroce, poesia e disincanto, con una forte attenzione al rapporto tra individuo e società contemporanea.
Attraverso una scrittura che richiama la tradizione della narrativa underground e della letteratura esistenziale, Carluccio esplora il fallimento, l’amore, la paternità e la perdita, interrogando costantemente il confine tra distruzione e rinascita.
Stampato in una prima edizione artigianale a tiratura limitata, INCONTRI è un libro sorprendente, piacevolmente surreale, che si lascia leggere tutto d’un fiato e che merita di essere stampato da una casa editrice importante che possa garantirgli la giusta distribuzione.





venerdì 16 gennaio 2026

Lacudio, inizio anno con due nuovi singoli

Per Lacudio, al secolo Claudio Carluccio, il 2026 comincia all’insegna di nuova musica. Non uno, ma due i nuovi singoli pubblicati in questi giorni sulle principali piattaforme digitali. Parliamo di “Una storia di plastica” e “Tenebra”. In particolare per quest’ultima, Lacudio ha sottolineato come il brano sia di “qualità bassa e tutto molto punk e non poteva essere altrimenti, preso da una demo, nuda e cruda così com’era stata registrata.
Questi ultimi due brani si aggiungono agli altri pubblicati dall’artista abruzzese a partire dall’aprile 2025, per questo un nuovo progetto musicale che nasce dall'esigenza di esplorare territori sonori intensi e viscerali, fondendo influenze che spaziano dal rock alternativo italiano al grunge internazionale dando voce a testi diretti e introspettivi, raccontando fragilità, contraddizioni e slanci emotivi senza filtri.



Una storia di plastica


Tenebra





lunedì 1 settembre 2025

“Ogni volta”, on line il terzo singolo di Lacudio

A poco meno di due mesi da “Pelle Neve”, Claudio Carluccio, aka Lacudio, lancia sulle piattaforme digitali il suo nuovo singolo dal titolo “Ogni volta”. Si tratta del terzo singolo del nuovo progetto musicale, battezzato lo scorso aprile con il brano “Ora è tardi”.
Il pezzo era già in cantiere da un po’ e, come i precedenti, è stato interamente registrato alla home recording Dog House studio, nelle campagne di Casalbordino. Tutti gli strumenti sono suonati da Claudio Carluccio, a parte la batteria dove troviamo Mario Serrecchia (Le Scimmie, Joyville, Requel, Red Parsec, Management, ecc.).
Prossimi brani in cantiere “Questa è la fine”, dedicata all’amico Raffael De Gregorio, e “Paranoia dream man”, un brano autobiografico che parla di bullismo.
Altri progetti in cantiere per Claudio, l’uscita del libro “Incontri”, ed il “bestiario dei sociomostri”, di cui abbiamo già cominciato a vedere qualche accenno sui profili social.






venerdì 27 giugno 2025

Lacudio lancia il nuovo singolo “Pelle Neve”, la fotografia di come, in certe relazioni di coppia, uno dei due finisce sempre per spegnersi un po’ di più.

Con qualche giorno di anticipo rispetto alla data annunciata, Claudio Carluccio, aka Lacudio, ha lanciato sulle piattaforme digitali il suo nuovo singolo dal titolo “Pelle Neve”.
Il brano è stato eseguito per la prima volta sul palco dell’edizione 2025 di Due Note a Vasto, insieme al singolo d’esordio “Ora è tardi”, che gli hanno permesso di vincere il Premio dedicato a Giovanni Stivaletta per la Miglior Performance.
«Pelle Neve nasce da un’immagine di contrasto: la pelle è calda, viva, sente tutto. La neve invece copre, congela, cancella i dettagli – spiega il rocker vastese – Mi interessava raccontare questa tensione: essere vivi ma dover sembrare freddi, mostrarsi candidi per nascondere quanto in realtà si è radioattivi dentro. Dietro questa immagine c’è un disincanto che sento addosso — un disincanto generazionale. Siamo cresciuti con l’idea di poterci realizzare, di potercela cavare, di trovare qualcuno con cui dividere tutto. Poi ti accorgi che spesso l’unica cosa che dividi è la tua parte più viva, che viene spenta a turno. C’è un parco, ci sono occhi di nessuno, c’è fumo: sono posti di passaggio dove si galleggia, tra cinismo e briciole di futuro. Le molliche di futuro sono tutto quello che resta quando smetti di crederci davvero.»


Pelle Neve è anche una storia di coppia, anche se non è una canzone d’amore, tiene a precisare l’autore. È una fotografia di come, in certe relazioni, uno dei due finisce sempre per spegnersi un po’ di più. Si diventa compiacenti, si dice di sì, si lascia fare, pur di non rimanere soli. È un passo a due storto, un ballo in cui uno rimane in piedi e l’altro scompare sotto la neve. A volte per vecchie ferite ci lasciamo usare, perché ci sembra comunque meglio che restare congelati del tutto.
«E poi Pelle Neve è anche il colore della donna che amo – prosegue Carluccio – È la sua pelle chiara, bellissima e fragile, che mi ricorda ogni volta cosa significa sentire ancora qualcosa sotto tutto questo freddo. Il ritornello — Chi se ne frega / Ma chi cazzo se ne frega — è un muro. È rabbia, è scudo, è pure un modo per convincersi che non fa male. È un mantra per tirarsi fuori da un giro tossico, ma è anche una bugia, perché in fondo sotto la pelle qualcosa brucia ancora.
Per me Pelle Neve è questo: la lotta tra il restare vivo e l’accettare di coprirsi di neve pur di non sentire freddo da soli. È un pezzo freddo, ruvido, ma sotto c’è carne viva che non si arrende del tutto.»
A breve uscirà il videoclip del brano, ma per la realizzazione, Lacudio vuole condividere la sua esperienza con quanti della zona vorranno partecipare. «Sostanzialmente – spiega l’artista – si tratta di scrivermi alla mail lacudiomail@gmail.com e sulla base di piccole sceneggiature che io andrò ad inviare, andrò poi a mixare tutti i video in una versione unica e finale in cui ognuno si rincontra. L'idea è finire le riprese entro l'estate.»
Claudio Carluccio ha le idee chiare sul suo nuovo progetto e suo modo di fare musica: «La mia idea di essere un musicista è rimasta quella del passato, ovvero condividere, collaborare, fare qualcosa per esistere e non per stare alla rincorsa di like, talent, radio, playlist e tutte 'ste minchiate. Per me è bellissimo poter condividere uno spazio artistico, un palco virtuale in cui ognuno ha i suoi spazi, i suoi tempi, le sue idee. Sono convinto che la nostra zona offra delle personalità eccezionali e spesso si spengono perché sole. Sarebbe bello poter collaborare tutti insieme e farci forza tutti insieme, così come è successo a Due Note a Vasto in cui tutta l’organizzazione ci ha creduto ed ha realizzato un festival fantastico. Trovo ancora conforto in De Andrè, nella sua idea che vedeva gli artisti come "anticorpi" della società, figure in grado di offrire una prospettiva critica e alternativa rispetto al potere costituito. Ora più che mai figure che hanno visioni artistiche devono sentirsi supportate e unite.»






domenica 8 giugno 2025

Riccardo Crisante vince l’edizione 2025 di Due Note a Vasto

La giuria del Contest, presieduta da Ercole D’Ugo, insieme a Max Giuliani e Piero Garone, ha assegnato il Premio in memoria di “Guido Cerulli”, al giovane talento lentellese Riccardo Crisante.
Il Premio della Critica “Marco Rapino” è andato a Ianez, mentre il Premio intitolato alla memoria di “Giovanni Stivaletta”, per la miglior performance è andata a Lacudio.
Il Premio per miglior giovane è stato assegnato al rapper vastese Dr. Cartman.






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Due Note a Vasto 2025: Lacudio

 








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lunedì 2 giugno 2025

Due Note a Vasto 2025: i partecipanti al Contest

Dopo aver presentato gli ospiti che saliranno sabato 7 giugno sul palco di Due Note a Vasto 2025, oggi conosciamo più da vicino i partecipanti al contest, che si contenderanno i quattro premi in palio: Premio “Guido Cerulli”, per il vincitore, Premio “Giovanni Stivaletta” per la migliore performance live, Premio “Angelo Canelli” per miglior produzione e arrangiamento musicale e Premio della critica “Marco Rapino”.



ANIMA
Alessia romana classe ’99, è una cantautrice e polistrumentista con un curriculum che spazia da Italia’s Got Talent a VivaRai2, fino al palco di Rock in Roma. Dopo i successi “Davanti al mare”, “Nascondimi” e “Grattacieli”, si conferma come una delle voci emergenti più interessanti del nuovo pop italiano.


DR.CARTMAN
Dr. Cartman, al secolo Andrea Marchione, è un rapper vastese classe 2007. A soli 17 anni porta avanti un progetto musicale personale che unisce il boom bap a sonorità contemporanee, contaminato da influenze che vanno dal metal a Beethoven. Cresciuto con affetto attorno al festival, partecipa con il desiderio di dare voce al proprio stile e alla propria visione.


IANEZ
È un cantautore e scrittore vastese che mescola elettronica, rock e narrativa urbana. Finalista di Sanremo Rock 2023, ha pubblicato brani come Blu, New Black e Analisi ne abbiamo?, capaci di fondere impegno sociale e poesia surreale.



LACUDIO
Progetto solista di Claudio Carluccio, musicista vastese già attivo in band come MilkShake e Old Boy. Dopo anni di pausa, torna con un progetto che guarda dritto nelle pieghe dell’animo umano. Tra rock alternativo e grunge, i brani di Lacudio raccontano emozioni crude, inquietudini e redenzioni, con testi diretti e suoni viscerali.



PATRIZIA LAPENNA
Cantautrice di Vasto, classe 2001, oggi studentessa di Lettere Classiche a Perugia, presenta “Passi sulla neve”, un brano inedito scritto dopo la fine di una relazione. Una canzone intima e sincera, in cui il dolore si trasforma in parole e musica.



OVERNOVA
Sono un’esplosione di elettricità e vita vissuta. Nati e cresciuti nella provincia, mescolano influenze rock in una formula personale fatta di chitarre graffianti, testi rabbiosi e ritornelli da urlare. Dal debutto con “Bestia” (2023) al recente “Per gridare Mamma” (2024), passano per un omaggio a Pino Daniele e per una serie di live infuocati. Una band che fa rumore e lascia il segno.



RICCARDO CRISANTE
Nato a Lentella nel 2003, è una voce potente e versatile. Formato tra il Liceo Musicale di Vasto e il Conservatorio di Pescara, è stato tra i protagonisti di Amici di Maria De Filippi nel 2025 e ha debuttato come Figaro ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini. Ama il cantautorato italiano e incarna il punto d’incontro tra lirica, pop e personalità.



SPIKE-X
Spike-X, al secolo Giovanni Meola, da Montenero di Bisaccia, è un veterano del rap con oltre 15 anni di esperienza. Artista diretto, autentico, che racconta il mondo con rime affilate e cuore aperto, tra cantautorato e hip hop.





Per ulteriori informazioni:
https://duenoteavasto.it/
https://www.facebook.com/duenoteavasto
https://www.instagram.com/duenoteavasto/
https://www.youtube.com/@duenoteavasto

domenica 4 maggio 2025

“Lacudio”, il nuovo progetto musicale di Claudio Carluccio

La pubblicazione del brano “Ora è tardi” segna il debutto discografico di “Lacudio”, un nuovo progetto musicale che nasce dall'esigenza di esplorare territori sonori intensi e viscerali, fondendo influenze che spaziano dal rock alternativo italiano al grunge internazionale dando voce a testi diretti e introspettivi, raccontando fragilità, contraddizioni e slanci emotivi senza filtri.
Lacudio è il solo project di Claudio Carluccio, musicista poliedrico e indipendente che, dopo svariati percorsi musicali come MilkShake, Old Boy, Shadoworld e svariate partecipazioni in altre band, ha deciso di intraprendere un nuovo percorso artistico in italiano. Questo progetto segna un punto di ripartenza musicale per Claudio dopo diversi anni di assenza dalla scena, rappresentando un ritorno alla propria essenza creativa e alla necessità di esprimere senza compromessi la propria visione artistica.
Qualche giorno fa sui social Claudio Carluccio aveva scritto «Se ti sono piaciuti i Milkshake, dovrai ascoltare anche Lacudio!». Ed aveva perfettamente ragione! C’è un filo sottile che lega i due progetti: la musica, quella suonata e raccontata, carica di energia ed emozioni che porta con sé.


Lacudio è l’anagramma del nome di battesimo di Claudio Carluccio, forse non originalissimo come idea, ma che rende al meglio quello che vuole esprimere con questo progetto molto autobiografico.
Nel brano l’artista abruzzese suona tutti gli strumenti, ad eccezione della batteria affidata a Mario Serrecchia (Le Scimmie, Joyville, Requel, Red Parsec, ecc.). «La canzone esplora il tempo che sfugge, le opportunità forse perdute e la frustrazione di non poter tornare indietro – spiega Lacudio – Ma al contempo, riconosce come le crisi e le difficoltà siano fondamentali per la nostra crescita. Un paradosso in cui diventiamo ciò che siamo anche grazie agli errori. È un invito a confrontarsi con il cambiamento, scoprendo che nella sofferenza si nasconde sempre un'opportunità di evoluzione».
Il brano è stato registrato, come si diceva una volta “in presa diretta”, nella piccola home recording “Dog House”, ed esce in demo version. «Questo brano e i prossimi vedranno così la luce – precisa l’artista abruzzese – Un'attitudine folk se vogliamo, un po’ punkettona... ma di certo più autentica, priva di auto tune. L'unico effetto è la vita».
Lacudio ha già diversi brani pronti, ma le uscite saranno sempre singole e spalmate nel tempo, per dare al brano maggiore attenzione e all’ascoltatore la possibilità di gustarsi al meglio il prodotto, evitando la possibilità di “skippare” alcuni brani.
Questo è un grande periodo di fermento creativo per Claudio Carluccio. Lacudio è soltanto uno dei progetti musicali: in cantiere, ce ne sono già altri che, prima o poi, vedranno la luce. Intanto, entro fine anno uscirà il suo primo libro "Incontri", un viaggio profondo, visionario e a tratti inquietante nel cuore della mente umana.
A questo punto non resta che gustarci “Ora è tardi”, ma già sale la voglia di ascoltarla dal vivo.