Scrivo da sempre, forse per trovare un senso alle cose, forse solo per perdermici dentro. Amo la musica, la letteratura e i viaggi della mente. Questo libro è nato da un bisogno, un'urgenza di raccontare il viaggio interiore che tutti, prima o poi, affrontiamo.
In un periodo di rinascita personale e culturale, oltre che musicale, in particolare con il suo ultimo progetto Lacudio, Claudio Carluccio trova voglia, spazio e tempo per pubblicare il suo primo romanzo, come egli stesso definisce “visionario e letterario che fonde realismo emotivo, allucinante e metanarrazione in un viaggio dentro la mente di un uomo sospeso tra la vita e la morte”.
Il libro nasce da una lunga raccolta di quaderni scritti tra il 2023 e il 2024. Si tratta senza dubbio di un progetto ambizioso costruito come un mosaico di storie, sogni e ricordi, in cui personaggi reali e immaginari diventano specchi dell’identità del protagonista.
Il protagonista, scrittore fallito e padre fragile, giace in coma dopo un incidente d’auto avvenuto durante una notte di autodistruzione. Mentre il suo corpo è immobile in un letto d’ospedale, la sua coscienza vaga in uno spazio onirico dove memoria, desiderio e colpa si mescolano senza confini. In questo limbo, egli rivive episodi della propria vita e attraversa una serie di incontri surreali con figure iconiche della cultura, della musica, dell’arte e della spiritualità — tra cui Fabrizio De André, Charles Bukowski, John Lennon, Marilyn Monroe, Van Gogh e persino Gesù Cristo — che diventano specchi deformanti delle sue paure, delle sue contraddizioni e del suo bisogno di redenzione.
Parallelamente, nel mondo reale, l’ex moglie e un’infermiera leggono ad alta voce i quaderni che l’uomo ha scritto nel corso degli anni: racconti, frammenti, confessioni, visioni. Queste storie — che il lettore ha già attraversato come parti del romanzo — diventano il filo che lo ancora alla vita e forse la chiave per il suo risveglio. Il libro costruisce così una struttura a doppio livello: da una parte l’ospedale, con i suoi silenzi, i suoi monitor e l’attesa; dall’altra il caos interiore del protagonista, espresso attraverso una serie di racconti che oscillano tra ironia feroce, lirismo e disperazione.
INCONTRI è anche una riflessione sulla creatività come forza distruttiva e salvifica insieme. Scrivere è per il protagonista l’unico modo di esistere davvero, ma anche ciò che lo consuma, lo isola, lo porta a perdere il lavoro, l’amore, la stabilità. L’alcol, il fallimento e la frustrazione diventano compagni di viaggio in un’esistenza che sente di non trovare posto nel mondo “normale”. Gli incontri con gli artisti e i miti del passato non sono celebrazioni, ma processi: ogni figura lo mette di fronte a ciò che ha perso, a ciò che non è mai riuscito a essere, e al prezzo che si paga per cercare di restare autentici in una società che premia l’apparenza e la normalizzazione.
Nel rapporto con l’ex moglie, con la figlia Elena e con l’infermiera Anna, emerge invece il cuore emotivo del romanzo: l’amore che resiste nonostante le macerie, il desiderio di essere visti davvero, la possibilità — fragile ma reale — di una rinascita.
INCONTRI è un romanzo ibrido, che unisce narrativa, poesia, racconto breve e flusso di coscienza in una voce personale e riconoscibile. È un libro che parla di dipendenza, di crisi creativa, di mascolinità ferita, ma anche di tenerezza, ironia e umanità.
Un viaggio dentro il caos di una mente che si sta spegnendo — o forse sta finalmente cercando di tornare alla luce.
Molti conoscono Claudio Carluccio come musicista poliedrico e indipendente, attivo da oltre due decenni attraverso svariati percorsi musicali, come Milkshake, Old Boy, Shadoworld, e in quest’ultimo periodo Lacudio, un punto di ripartenza musicale dopo diversi anni di assenza dalla scena, intraprendendo per la prima volta un percorso artistico cantato in italiano.
Ma Claudio Carluccio è anche uno scrittore che lavora ai margini della narrativa tradizionale, dove autobiografia, visione e critica sociale si intrecciano in una forma di scrittura cruda e lirica.
La sua voce nasce dall’attrito tra realtà e allucinazione, tra quotidiano e mito, e racconta uomini fragili, dipendenze, creatività come ferita e come salvezza.
Ha iniziato a scrivere come atto di sopravvivenza, trasformando esperienze personali, crisi esistenziali e ossessioni culturali in racconti e frammenti che rifiutano ogni addomesticamento. Nei suoi testi convivono ironia feroce, poesia e disincanto, con una forte attenzione al rapporto tra individuo e società contemporanea.
Attraverso una scrittura che richiama la tradizione della narrativa underground e della letteratura esistenziale, Carluccio esplora il fallimento, l’amore, la paternità e la perdita, interrogando costantemente il confine tra distruzione e rinascita.
Stampato in una prima edizione artigianale a tiratura limitata, INCONTRI è un libro sorprendente, piacevolmente surreale, che si lascia leggere tutto d’un fiato e che merita di essere stampato da una casa editrice importante che possa garantirgli la giusta distribuzione.
.jpg)

Nessun commento:
Posta un commento