martedì 7 luglio 2026

20 anni dalla scomparsa di Angelo Canelli: il ricordo dell'amico Luigi La Verghetta

Sono trascorsi ormai venti anni da quando Angelo Canelli ci ha lasciati, ma nonostante questo il suo ricordo in me, e credo anche in tante altre persone che lo hanno conosciuto, è sempre molto vivo e presente.
Parlare di Angelo per me rappresenta un viaggio a ritroso nella mia vita di artista e di uomo. Abbiamo suonato insieme per ben 23 anni, da quando ci conoscemmo nel lontano 1983, allorquando io avevo 18 anni e lui ne aveva appena 16, fino a qualche settimana prima che lui scomparve (tenemmo il nostro ultimo concerto insieme nel mese di giugno del 2006 ad Ortona). Posso dire che ci univa un’amicizia fraterna, e questo lo diceva spesso anche lui paragonando appunto la nostra amicizia a quella che c’era tra il chitarrista Pat Metheny ed il suo storico tastierista Lyle Mays. Infatti, ricordo che ad un mio compleanno Angelo mi regalò un’audiocassetta sulla quale lui aveva registrato proprio un disco di Pat Metheny con Lyle Mays alle tastiere scrivendoci su questa dedica “per il mio Kaibè (n.d.r., termine scherzoso che significa “bambinone”) che suona con me, come Pat Metrheny e Lyle Mays”. Anch’io gli regalavo quasi sempre un disco quando ricorreva il suo compleanno. In effetti anche da un punto di vista artistico e musicale i nostri percorsi sono stati paralleli e siamo praticamente cresciuti e maturati insieme musicalmente, quasi come due fratelli gemelli.


Come ho detto conobbi Angelo nel 1983, nel mese di maggio al termine della primissima edizione di Due Note a Vasto. Ricordo che io avevo suonato con la mia band di allora, “Gli Inafferrabili” (con Stefano Comparelli alla chitarra e Claudio Cordisco al basso ed alla voce), ed avevamo suonato alcuni brani dei Police. Al termine del concerto io mi stavo concedendo un po’ di relax, assorto in alcuni miei pensieri, ed ero seduto su uno dei gradini antistanti la Chiesa di San Giovanni Bosco, in Piazza della Repubblica a Vasto, ove era sato montato il palco per le esibizioni dei vari gruppi partecipanti alla rassegna. Ad un certo punto vidi avvicinarsi questo ragazzo, che ancora non conoscevo di persona, che mi mostrava un gran sorriso e che mi disse: “ciao, io mi chiamo Angelo e sono un tastierista e volevo farti i miei complimenti per come hai suonato perché non avevo mai visto finora un batterista suonare così bene i pezzi dei Police”. Naturalmente questo complimento mi fece piacere, anche se lo invitai a non esagerare. Ci mettemmo così a parlare di musica e dei nostri gusti musicali e lui mi disse che suonava con i “Cross Over” (gruppo nel quale allora suonavano anche Angelo Celenza e Vittorio Patriarchi che poi saranno rispettivamente il chitarrista ed il bassista degli Attack), ma mi fece presente che nel gruppo vi era aria di crisi e lui pensava che la band sarebbe arrivata allo scioglimento. Quindi mi chiese se io fossi stato disponibile, in caso appunto di un futuro scioglimento dei Cross Over, ad entrare come batterista in una nuova band che lui avrebbe voluto riformare con Angelo Celenza e con Vittorio Patriarchi. Io gli diedi la mia disponibilità e fu così che in effetti, sul finire del mese di agosto del 1983, i Cross Over si sciolsero ed io diventai il batterista di questa nuova band che fu chiamata "Attack", con Angelo Canelli alle tastiere, Angelo Celenza alla chitarra e Vittorio Patriarchi al basso. Dopo qualche mese entrò negli Attack anche un giovanissimo cantante di soli 15 anni che si chiamava Danilo Laccetti, che oggi dirige il Coro Gospel “Angel’s Eyes”, il cui nome è ispirato proprio dalla memoria di Angelo Canelli.
L’amicizia tra me ed Angelo diventò sempre più forte anche a causa della nostra bruciante e viscerale passione per la musica, ed il periodo di attività con gli Attack che va dal 1983 al 1987 fu molto intenso e rappresentò per noi una vera e propria “palestra” musicale che rafforzò sempre di più la nostra intesa sia musicale che umana. Oltre a suonare con gli Attack, io ed Angelo, in particolare, trascorrevamo ore ed ore a parlare di musica e lui mi invitava spesso ad ascoltare molti dischi a casa sua. In questo stesso periodo, però, io ero sempre più interessato anche al jazz e fu così che un giorno, agli inizi del 1984, andai a casa di Angelo e gli feci ascoltare un’audiocassetta del grande pianista jazz Oscar Peterson. Per Angelo quella fu un’autentica folgorazione, come lui stesso raccontò in un’intervista che tanti anni dopo rilasciò sulla nota rivista “Jazzit”.
Parallelamente alla nostra esperienza con gli Attack, io ed Angelo iniziammo ad approfondire sempre di più la nostra ricerca sul Jazz. Vedendo Angelo sempre più coinvolto in questo percorso di ricerca, io gli proposi di iscriversi ai Seminari estivi di “Umbria Jazz” ed Angelo accettò ben volentieri questo mio consiglio e per due settimane frequentò nell’estate del 1985 i Seminari che annualmente si tenevano nell’ambito di Umbria Jazz. Al suo rientro a Vasto Angelo era entusiasta e quasi non stava più nella pelle. Mi raccontò tutto ciò che era accaduto e tanti particolari dello studio che lui aveva fatto sotto la guida dell’eccezionale pianista jazz ed insegnate afroamericano Ornelle Wright. Questi aveva fornito ad Angelo tantissimo materiale di studio e ricordo che Angelo, successivamente, si buttò a capofitto in uno studio forsennato per mesi e mesi e per tante ore al giorno e questo fu un momento importantissimo nella sua formazione perché il suo talento esplose letteralmente.


Oltre che suonare con gli Attack, un genere più improntato al funky, io ed Angelo ci dedicavamo alla pratica del jazz suonando inizialmente solo noi due, senza un basso, con Angelo che sul suo piano elettrico simulava l’accompagnamento del basso con la mano sinistra, mentre con la mano destra teneva le linee melodiche ed improvvisava i suoi fraseggi.
Nel novembre 1987, finalmente, io ed Angelo avemmo l’occasione di conoscere anche Ivano Sabatini, che a Vasto era già considerato un mito come bassista perché le sue capacità tecniche ed il suo talento erano ben conosciute, avendo Ivano qualche anno più di noi. Proponemmo quindi ad Ivano di fare una prova in Trio proprio a casa di Angelo e ci trovammo talmente bene a suonare insieme che lo stesso Ivano ne rimase sorpreso e dovette ammettere che lui non avrebbe mai immaginato di poter incontrare a Vasto un pianista ed un batterista jazz di un certo livello. Formammo quindi il nostro primo Trio jazz che denominammo, su mia proposta, come “Jazz Up Trio”. Iniziammo quindi a fare tante prove a settimana, almeno quattro e talvolta anche cinque, per ore ed ore. Praticamente posso dire che provammo tutto, o quasi, il repertorio degli standards della tradizione jazzistica americana.
Dopo due anni di questo intensissimo lavoro, sentimmo di essere finalmente pronti per poterci esibire in pubblico e nel novembre del 1989 tenemmo il nostro concerto di esordio in Trio presso il Centro Servizi Culturali di Vasto. Suonammo sia brani standards che composizioni originali ed inedite di Angelo Canelli ed il concerto fu un successo, anche perché, in effetti, a Vasto un Trio Jazz costituito tutto da musicisti vastesi non si era mai esibito prima di allora.
Iniziammo a fare anche qualche primo concerto fuori Vasto e in una città come Pescara, dove c’erano diversi ottimi musicisti jazz, si cominciò anche a parlare di questo Trio di Vasto. Cominciammo anche a collaborare con altri musicisti jazz abruzzesi e nel giro di qualche anno, con l’intensificarsi della nostra attività concertistica, il Jazz Up Trio riuscì ad ottenere stima ed apprezzamenti non solo nella nostra regione ma anche fuori regione nel giro del centro/sud Italia, anche perché iniziammo a collaborare anche con altri importanti musicisti jazz italiani.
Ad un certo punto della nostra attività, sempre su mia proposta, decidemmo di cambiare nome alla nostra formazione e di ridenominarla come “Angelo Canelli Trio”, perché in effetti suonavamo ormai in prevalenza brani originali ed inediti composti da Angelo Canelli.
Negli anni tra il 1995 ed il 2000 frequentammo i Seminari Internazionali tenuti dagli insegnanti dell’Università del Jazz di New Orleans, nell’ambito dell’estate musicale Frentana e nell’ambito di Pescara Jazz, e qui conoscemmo il grandissimo Harold Battiste, Direttore della stessa Università del Jazz, che apprezzò tantissimo la musica del nostro Trio, tanto che al termine del Seminario del 1996 tenutosi a Lanciano, nel concerto di chiusura tenuto dallo stesso Harold Battiste unitamente agli altri insegnanti, ci chiese di aprire il concerto come gruppo spalla, e questo fu per noi un grande onore.
A fine giugno/inizio luglio del 1997 con l’Angelo Canelli Trio registrammo il disco “Waltz” for Myself, che uscì nel 1998 e venne recensito in maniera assolutamente positiva su diverse riviste specializzate di musica, inclusa la nota rivista “Musica Jazz”, così come venne positivamente recensito anche sulla nota rivista musicale americana “Cadence”.

Nel 1998 l’Angelo Canelli Trio vinse il prestigioso Concorso “Baronissi Jazz” classificandosi al primo posto assoluto nella “categoria professionisti” e questa vittoria fu per Angelo, ma anche per me e Ivano Sabatini, una grandissima soddisfazione, perché a quel concorso parteciparono tanti tra quelli che sono considerati ancora oggi tra i migliori musicisti jazz italiani. Ricordo che al termine della nostra esibizione nella serata finale, non appena scesi dal palco, venimmo avvicinati da un paio di componenti del noto gruppo “Frau Gruber” (che poi si classificò al secondo posto) ed uno di loro ci disse: “Aoh ma voi da dove cavolo siete usciti?”, quindi Angelo gli rispose: “noi siamo di Vasto”, ed ancora quello stesso musicista chiese: “Vasto? Ma dove sta Vasto?”. Il Presidente della Giuria di concorso era Giovanni Tommaso, bassista e contrabbassista jazz dello storico gruppo “Il Perigeo”, con il quale peraltro Angelo registrerà nel 2000 il suo secondo disco intitolato “Do ut Dem”. Alla cena che si tenne dopo la premiazione, proprio Giovanni Tommaso ebbe a dire che noi, come Trio, potevamo essere considerati davvero come delle “mosche bianche” per l’affiatamento che avevamo nel suonare, e questo soprattutto considerando che eravamo dei musicisti “di provincia”. E pensando al Perigeo, voglio ricordare anche la partecipazione dell’Angelo Canelli Trio all’Interamnia Jazz Festival, nell’estate del 1998, in cui suonammo nella stessa serata nella quale si esibì il Quintetto di Franco D’Andrea, storico pianista e tastierista del Perigeo, il quale a fine serata ci volle fare i suoi personali complimenti per come avevamo suonato.
Altra grande soddisfazione fu quando nel maggio del 2000 l’Angelo Canelli Trio venne invitato dal Direttore dell’Università del Jazz, Harold Battiste, ad esibirsi presso il famoso locale “Snug Harbor”, vero e proprio tempio del jazz nella Città di New Orleans. Il concerto si tenne il 21 maggio, nell’ambito di una importante rassegna di jazz alla quale presero parte importantissimi musicisti jazz americani quali Ray Brown, Nicholas Payton, i fratelli Jason e Delfeayo Marsalis ed altri. Ricordo che Angelo era un po’ preoccupato e durante una breve pausa, tra il primo ed il secondo set della serata, si avvicinò ad Harold Battiste che, seduto in platea, era venuto ad ascoltarci, e gli chiese a suo giudizio come stava andando il concerto; ebbene la risposta di Harold Battiste (tradotta in italiano) fu la seguente: “Caro Angelo, quelli che stasera non sono venuti qui non sanno cosa si stanno perdendo”! E posso garantire che queste parole di Harold Battiste sono state ascoltate anche da altri testimoni lì presenti, come Elisena, la sorella di Angelo.


L’esperienza vissuta a New Orleans fu per noi di fondamentale importanza perché davvero ci fece comprendere molto meglio tante cose su come viene concepito il jazz dai musicisti americani, cose che in precedenza noi riuscivamo solo ad intuire. Angelo si innamorò letteralmente di New Orleans e della sua atmosfera “magica” e negli anni seguenti volle tornare più volte in quella mitica città dove il jazz ha avuto origine. Vi tornò di nuovo nel 2002, e poi ancora nel 2004 ed anche nel 2005, dopo il devastante uragano Katrina che si abbattè sulla città. Angelo fu anche molto generoso allorquando volle organizzare un concerto presso il Politeama Ruzzi di Vasto per una raccolta fondi da donare per la Città di New Orleans devastata dall’uragano. Fu talmente generoso che, ritenendo la somma raccolta non congrua, la integrò con una sua personale cospicua donazione. Ma anche la città di New Orleans voleva bene ad Angelo perché vedendo la sua immensa, onesta e sincera passione per il jazz, lo accolse come un suo figlio. Angelo fece amicizia con tanti grandi musicisti di New Orleans e formò in quella città anche un Trio denominato “N.O. Trio” (dove le lettere N.O. stanno proprio come abbreviazione di “New Orleans”), con Jason Stewart al contrabbasso e Jason Marsalis alla batteria. Tenne anche una lunga e speciale intervista con una delle più importanti emittenti radiofoniche di quella città parlando delle sue esperienze musicali e del suo grande amore per il jazz.
Ricordo anche che quando suonammo col nostro Trio a New Orleans nel maggio del 2000, il giorno prima della nostra ripartenza per l’Italia venimmo sinceramente e caldamente invitati, da alcuni musicisti locali con i quali avevamo ormai fatto amicizia, a prendere in seria considerazione l’ipotesi di trasferirci a New Orleans, perché loro sostenevano che là noi avremmo davvero potuto vivere suonando jazz e che ci avrebbero aiutato ad inserirci meglio negli ambienti musicali. Scelta non certo facile questa, dal momento che ormai le nostre vite erano già incanalate su certi binari, ma posso dire che Angelo questo sogno se lo portava sempre nel cuore e, comunque, sono sicuro che, se fosse stato ancora qui con noi, avrebbe continuato sempre a mantenere un legame ed un contatto molto forte e speciale con quella città.

Molti forse non lo ricordano più, ma Angelo Canelli, con l’aiuto e la collaborazione anche di altri suoi amici come me, Angelo Marrollo e Nicola Dall’Olio, fu il principale artefice della nascita nel 1998 del primo Festival del Jazz nella citta di Vasto, intitolato appunto “Vasto Jazz”, esperienza questa che venne replicata anche nei successivi anni 1999 e 2000 e che portò in questa città tanti musicisti jazz di fama non solo nazionale ma internazionale. In quegli anni “Vasto Jazz” si affermò come tra i più interessanti festivals nel panorama nazionale e se ne parlò ampiamente sulle riviste specializzate di jazz. Questa esperienza purtroppo terminò perché non ebbe, a livello istituzionale, i giusti supporti che avrebbe meritato, ma rimane comunque un’esperienza importantissima nella storia della nostra città.
Angelo Canelli è stato un musicista dal talento eccezionale che nella sua purtroppo breve carriera è riuscito a raggiungere i vertici nell’ambito del jazz italiano e non solo italiano. Ricordo i tantissimi concerti che abbiamo fatto insieme con il Jazz Up Trio prima e con l’Angelo Canelli Trio successivamente e in particolare ricordo le partecipazioni a vari importanti Festivals Jazz italiani, anche in diverse edizioni di essi (Pescara Jazz, Terni Jazz Festival, Interamnia Jazz Fest, BussinJazz, Baronissi Jazz, Atessa Jazz, Roseto Jazz, Atri Jazz, Vasto Jazz, 1° Festival del Jazz Italiano a San Benedetto del Tronto, 1° Festival del Jazz Abruzzese a Pescara, ed altri). Ma oltre che con il suo “Angelo Canelli Trio” questo eccezionale musicista ha suonato anche con tanti altri importanti musicisti italiani ed internazionali e con varie altre formazioni musicali con le quali portava avanti anche altri progetti, come il già citato “N.O Trio”, o come gli “Archivi Sonori” capitanati da Maurizio Rolli, il “Kelly Joyce Quintet”, il Mick Radford Quartet, il Gianluca Esposito Quartet.



Angelo è stato anche un rinomato insegnante presso l’Accademia Musicale Pescarese e presso il Conservatorio Jazz di Bologna ed ha lasciato un ricordo indelebile in tutti i suoi allievi, alcuni dei quali sono attualmente musicisti di grande valore a livello nazionale ed internazionale. Ha registrato tre dischi a suo nome: “Waltz for Myself” (con me alla batteria ed Ivano Sabatini al contrabbasso), “Do ut Dem” (con Giovanni Tommaso al contrabbasso e Paolo Corsi alla batteria), “Angelo Canelli Plays the Music of Sting” (con vari musicisti italiani ed americani), in più ha dato il suo contributo come “sideman” suonando il piano in dischi a nome di Ivano Sabatini, Gianluca Esposito, Maurizio Rolli, Domingo Muzietti.
C’è da chiedersi dove sarebbe potuto arrivare se la sua esistenza su questa terra non fosse stata bruscamente ed ingiustamente interrotta proprio nel momento in cui la sua carriera di musicista era in una fase di forte espansione. Per quel che riguarda me e gli altri suoi amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di poter suonare con lui nel Jazz Up Trio e nell’Angelo Canelli Trio, ma anche negli Attack, sono ormai diversi anni che stiamo portando avanti, con grande sincerità, impegno ed onestà, un progetto finalizzato a continuare a far conoscere al pubblico la sua musica e la sua figura di musicista ed anche di uomo. Io ed Ivano Sabatini abbiamo ricostituito il “Jazz Up Trio” con il pianista Marco Mancini (che era molto stimato da Angelo e legato a lui da sincera amicizia) e suoniamo le tante bellissime composizioni jazz di Angelo (che in vita depositò alla S.I.A.E. qualcosa come 74 suoi brani originali), nel mentre gli “Attack”, con Danilo Laccetti come vocalist principale, Angelo Celenza e Luigi Dedda alle chitarre, Vittorio Patriarchi al basso e Francesco La Verghetta alla batteria (mio figlio, nel tempo subentrato nella band) continuano pure a suonare un vasto repertorio di brani storici, molti dei quali composti appunto da Angelo Canelli o in collaborazione con lui. Si tratta, nel caso degli Attack, di brani originali ed inediti che fondono sonorità più improntate ai generi funk, soul, blues, jazz-rock/fusion e progressive, che pure Angelo amava molto. Diversi di questi brani storici degli Attack hanno anche dei testi molto belli e poetici composti da Angelo Canelli. Gli attuali Attack hanno in repertorio anche altri brani di più nuova produzione, composti dalla band dopo la scomparsa di Angelo, nei quali è comunque sempre molto forte l’eredità sonora e l’imprinting da lui lasciato. D’altra parte posso dire che Angelo varie volte mi espresse il suo proposito di voler prima o poi riprendere ad approfondire un certo tipo di discorso musicale anche con gli Attack, ed anzi riteneva che fosse stato un grande errore il fatto che gli Attack non avessero mai registrato un disco.
Questo era dunque Angelo Canelli, un musicista eccezionale con un talento ed una passione enormi ed un amico franco e sincero. Purtroppo mi spiace dover dire che in questi ultimi due o tre anni, nella nostra città non ci sono state fornite molte occasioni per poter portare avanti questo progetto che vede il Jazz Up Trio e gli Attack uniti per ricordare in particolare Angelo e riteniamo che sarebbe auspicabile che le strutture deputate alla divulgazione della musica e della cultura ci fornissero più occasioni e supporti per questo scopo.
Angelo ora purtroppo non è più qui, ma noi, che siamo stati suoi amici e che abbiamo suonato con lui per anni, e che ci consideriamo anche come dei suoi “eredi spirituali”, vorremmo continuare a ricordarlo perché Angelo Canelli è stato davvero un musicista che ha fatto tanto anche per la sua città. Noi crediamo che, tutto sommato, non sarebbe poi così tanto difficile e dispendioso inserire a cura del Comune di Vasto, in maniera per cosi dire “istituzionalizzata”, almeno una serata concerto all’anno nel cartellone delle manifestazioni estive vastesi, nella quale si dia la possibilità al Jazz Up Trio e agli Attack di poter suonare la musica di Angelo e di ricordare la sua figura o farla anche conoscere a coloro che eventualmente non la conoscono.
Quando queste serate sono state fatte negli anni passati abbiamo potuto realmente vedere che le persone che intervenivano in questi nostri concerti rimanevano profondamente toccate ed anche commosse in molti casi, e questo accadeva sicuramente perché la musica di Angelo ha la capacità di arrivare al cuore delle persone e forse anche perché noi musicisti e suoi amici riusciamo a suonare questa musica con grande feeling.

Luigi La Verghetta

Il ricordo di Angelo Canelli a venti anni dalla scomparsa

8 luglio 2006. Mentre rientrava da Pescara, dove si era recato per assistere ad uno spettacolo jazz, poco dopo le 2 di notte, in prossimità del casello di Lanciano, un semirimorchio che lo precedeva in un tratto di leggera pendenza, perdeva improvvisamente un semiasse con due ruote. Inevitabile l’impatto con la Renault Laguna di Angelo Canelli.
Una notizia terribile che ha sconvolto la città intera, l’intero mondo della musica, quello medico, la famiglia, gli amici e quanti lo amavano e negli anni lo avevano apprezzato come musicista, medico e amico.
Una tragica morte avvenuta troppo presto che ha strappato alla vita Angelo Canelli, allora trentottenne, nel pieno della sua attività creativa di musicista e insegnante jazz.
Sono passati venti anni dal quel triste giorno, ma il ricordo di quanti lo hanno conosciuto è rimasto sempre vivo e pieno di affetto e riconoscenza.
L’eredità musicale conta di oltre 70 composizioni con tre CD pubblicati, collaborazioni importanti con altri artisti ed un album tributo “ASGARD: The Music Of Angelo Canelli”, di Claudio Filippini, suo allievo, che ha fatto emergere il talento e la genialità dell’artista vastese.


Il talento di Canelli nella musica era semplicemente straordinario, un dono che lo rendeva unico nel suo genere. La sua tecnica impeccabile era una virtù innata, una forza della natura. Ma il suo genio non si limitava solo alla tecnica: Angelo è stato colui che ha fatto scoprire a Claudio Filippini e ad altri artisti l'amore per il jazz e l'improvvisazione. È stato un mentore illuminante, che attraverso il suo insegnamento non ha semplicemente trasmesso nozioni teoriche, ma nei suoi allievi il vero spirito del jazz, il feeling del blues che scaturisce dall'anima e che si esprime attraverso ogni nota e la ricerca della propria voce interiore.
Angelo Canelli nasce a Vasto il 19 dicembre 1966. Nel 1982, all’età di 16 anni entra come tastierista negli Attack, band storica vastese, ancora oggi in attività, insieme a Vittorio Patriarchi, Angelo Celenza, Luigi La Verghetta e Danilo Laccetti. Nello stesso periodo, entra negli Aut Aut, band post-punk formata da Umberto Palazzo, Eugenio Aveta, Luigi La Verghetta e Roberto Di Virgilio. Con loro nel 1984 pubblicherà il demo “Limbo”, con cinque brani inediti.
Dalla metà degli anni ’80, spinto dal padre e dall’amico batterista Luigi La Verghetta, si appassiona al jazz. Nel 1986 frequenta i seminari della Berkelee School di Boston, durante la rassegna Umbria Jazz, studiando sollo la guida del pianista americano Ornelle Wright.
Insieme a Luigi La Verghetta e Ivano Sabatini forma i Jazz Up Trio, che successivamente prenderà il nome di Angelo Canelli Trio, esibendosi in numerosi concerti e festival.
Nel frattempo prosegue gli studi di medicina e nel 1991 si laurea a Bologna con 110 e lode, discutendo la sua tesi “Autoimmunità nell’Artrite Reumatoide giovanile”. Successivamente svolgerà la professione di medico presso la Divisione di Reumatologia dell’Ospedale Civile di Pescara.


Nel 1998 vince il concorso nazionale per Musicisti Jazz a Baronissi (SA) e, nello stesso anno, pubblica come Angelo Canelli Trio, il suo primo album dal titolo “Waltz For Myself”, per la Splasc(H) Records. L’album, che raccoglie composizioni scritte tra i 20 ed i 25 anni, viene ben accolto dalla critica italiana ed internazionale ed è un nuovo stimolo per Canelli per continuare a studiare, formarsi con illustri musicisti, fare nuove esperienze e comporre nuovi brani per quello che sarà il suo nuovo disco: “Do ut Dem” (2000). Rispetto al precedente lavoro, per “Do Ut Dem”, Canelli si avvale della collaborazione di Giovanni Tommaso al basso e Paolo Corsi alla batteria.
Dieci i brani presenti di cui cinque composizioni originali, tra cui la title track “Do Ut Dem”, “La logica del successo” e “A Little Change”, e cinque nuovi arrangiamenti di brani di Cole Porter, Duke Ellington, Rodgers/Hammerstein, Fields/McHugh, Battiste e Chopin con il suo famoso preludio, che viene stravolto e portata a nuova vita con un arrangiamento coraggioso.


Nel 2000, in compagnia del trio Angelo Canelli Trio, effettua il primo viaggio a New Orleans. L’anno successivo sarà ospite per una settimana della trasmissione radiofonica “Invenzioni a due Voci” su Rai Radio 3. Nello stesso periodo, partecipa alle registrazioni dell’album “Moodswing” dell’amico bassista Maurizio Rolli.
Tra il 2000 ed il 2005 aumenta l’attività concertistica in Italia e all’estero, instaurando collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Jason Stewart e Jason Marsalis, con i quali fonderà i N.O. Trio. Nel 2005 pubblicherà il terzo album “Angelo Canelli Plays The Music Of Sting”, per la Wide Sound.


In questo ultimo lavoro, il pianista vastese rende omaggio ad uno dei più grandi artisti della scena pop internazionale, attingendo dal miglior repertori del compositore inglese, riarrangiando i brani con estrema lucidità in chiave funky-jazz. I brani presenti sono tutti, ovviamente, conosciuti: passiamo da “Fragile” a “Children Crusade”, da “If You Love Sombody Set Them Free” a “Walking On The Moon” dei Police.
Di assoluto livello i musicisti che hanno accompagnato Angelo Canelli in quest’avventura: Gianluca Esposito (sassofono), Samuele Garofoli (tromba), Diana Torto (voce), Jason Stewart (basso), Maurizio Rolli (basso), Israel Varela (percussioni), Jason Marsalis (batteria), Maurizio Manzi (batteria), e la partecipazione di The Amp Chorus.
Nel 2006, dopo l’uragano Katrina, Canelli torna nuovamente a New Orleans, per vedere con i propri occhi il disastro. In quell’occasione suona nel Jazz Fest.


L’8 luglio del 2006 un tragico incidente lo strappa alla vita.
Numerose sono le sue collaborazioni con musicisti di fama internazionale, come Bruce Forman, Bob Mintzer, Jason Marsalis, Mike Stern, Kitty Margolis, Danny Gottlieb, Bob Bonisolo, Derek Douget, Giovanni Tommaso, Giulio Capiozzo, Stefano Di Battista, Bill Russo, Cameron Brown, Massimo Manzi, Bob Gullotti, Kelly Joyce, e tanti altri.
Nel 2007 il Comune di Vasto intitola alla memoria di Angelo una Sala di Palazzo d’Avalos; mentre nel 2021, alla presenza delle autorità civile e della famiglia viene intitolata una via di Vasto Marina. Un’altra strada era già stata intitolata alla sua memoria: nel 2011 a Villalago, un comune dell’aquilano colpito dal sisma del 2009.
Nel 2016, a dieci anni dalla morte, viene pubblicato il Docufilm “Asgard”, scritto da Silvio Laccetti con la regia di Simone D’Angelo e la fotografia di Costanzo D’Angelo. Si tratta di uno straordinario documentario partito da un’idea di Silvio Laccetti tre anni prima, con il progetto “Le Mille Voci per Angelo”, realizzato con il sostegno della famiglia Canelli e dell’Associazione culturale Angel’s Eyes e l’Angelo Canelli Jazz Club. Il documentario racconta i passaggi più importanti della vita e medico vastese, attraverso immagini d’archivio inedite, interviste e le sue musiche originali, comprese molte registrazioni live.

Lino Spadaccini

lunedì 6 luglio 2026

Al via domenica 12 luglio la 57a edizione della Rassegna Internazionale Musica d’Organo

Nata nel 1970 per iniziativa di Don Giovanni Pellicciotti, in collaborazione con l’avvocato Roberto Bontempo, la Rassegna Internazionale Musica d’Organo, si svolgerà come di consueto alternativamente tra l Concattedrale di San Giuseppe e la chiesa di Santa Maria Maggiore.
Saranno dieci i concerti, tutti con inizio alle ore 22, che vedranno coinvolti non solo l’organo, ma anche voci e strumenti.


La Rassegna si aprirà domenica 12 Luglio nella Chiesa Santa Maria Maggiore, con il duo d’eccezione Alessandro Alonzi, direttore artistico della rassegna, e Francesco D’Annibale, con un repertorio totalmente incentrato su Johannes Brahms (1833 - 1897), tra cui le famose danze ungheresi.
Lunedì 13 Luglio nella Concattedrale San Giuseppe Alessandro Albenga organo, David Brutti (Nicola Pappalettera) cornetto e Miriam Callegaro mezzosoprano con un programma dal Cinquecento a Settecento italiano.
Domenica 19 Luglio, Chiesa Santa Maria Maggiore Walter D’Arcangelo organo e Marco Giacintucci violino, mandolino, cornamusa e zampogna ci presenteranno “Laude Serafica, musica Francescana de secoli”, un viaggio musicale dedicato alla figura di San Francesco, dal Liber Usualis a padre Settimio Zimarino.
Lunedì 20 Luglio, Concattedrale San Giuseppe i cantori della Pontificia Cappella Sistina Stefano Guadagnini, Enrico Torre con Walter D’Arcangelo organo eseguiranno brani di Bach, Vivaldi, Porpora, De Arauxo, Scarlatti.
Domenica 26 Luglio, Chiesa Santa Maria Maggiore Francesco Alessandrini organo e Tancredi Rossi Porrino fagotto eseguiranno trascrizioni di brani di Boëllmann, Schubert, Karg-Elert. Moritzevič Gliere. Vaughan Williams, Saint-Saëns, Proto, Reger, Bottesini.
Domenica 2 Agosto, Concattedrale San Giuseppe e lunedì 3 agosto a Pietrabbondante (Isernia), chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo Andries Bogert organo solo, musiche di Liszt, Mendelssohn, Andriessen, Schumann, Bossi, Whitlock, Vierne.
Lunedì 10 Agosto, Chiesa Santa Maria Maggiore torna Matteo Imbruno organo solo, con un programma interamente dedicato a Bach.
Lunedì 17 Agosto, Concattedrale San Giuseppe Maurizio Salerno organo solo.
Domenica 23 agosto 2026 ore 19,00, Antica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Guardialfiera (Campobasso), Giuseppe Valerio Santoro, organo, Luca Mastrogiuseppe, duduk e armonica a bocca, Antonietta Caruso, arti visive, con musiche di Gabrieli, Caccini, Frescobaldi, Pasquini, Bach, Pergolesi, Vivaldi.
Domenica 30 Agosto Chiesa Santa Maria Maggiore Paolo Oreni organo, improvvisazione su proiezione del film muto “I Dieci Comandamenti” del 1923.
Lunedì 31 Agosto, Concattedrale San Giuseppe, Paolo Oreni organo solo.
Il Festival è curato da Alessandro Alonzi, direzione artistica, e da Francesco D’Annibale e Luigi Di Tullio, segreteria tecnica, con la collaborazione di Marco Vallese.

sabato 4 luglio 2026

Lauren Henderson with Elio Coppola trio apre la rassegna Vasto in Jazz 2026

Martedì 7 luglio, alle ore 21, primo appuntamento della rassegna Vasto in Jazz promossa dall’Associazione Live-Music. Nella suggestiva location dei Giardini d’Avalos è previsto il concerto di Lauren Henderson with Elio Coppola trio.
Nata a Boston, ma cresciuta musicalmente a New York, Lauren Henderson, grazie alle sue radici caraibiche, riesce a fondere l’idioma del jazz afroamericano con le sonorità e la passionalità della musica latina.
Si è esibita in alcuni dei più più prestigiosi jazz club americani ed europei tra i quali il Blue Note, il Minton’s Playhouse, il Birdlland di New York, il B-flat di Berlino, l’Harlem di Barcellona, collabora con molti nomi della scena internazionale oltre ad aver già all’attivo grandi tour europei toccando Italia, Spagna, Germania e Russia.
Nonostante la sua giovane età, ha pubblicato oltre 10 album.
Ad accompagnare la cantante statunitense ci sarà il trio del batterista Elio Coppola.
Prossimi appuntamenti il 16 luglio con l’omaggio a Giulio Capiozzo con Chicco Capiozzo 4 set – Special guest Flavio Boltro, ed il 14 agosto Arabella Rustico Trio feat Daniele Cordisco.

 


 

 


venerdì 3 luglio 2026

Gang in concerto alla Festa del Popolo 2026

L’11 e 12 luglio, presso la Villa comunale di Vasto, si terrà la terza edizione della Festa del Popolo, evento promosso da La Conviviale – Casa del Popolo in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili e l’Assessorato alla Cultura.
Due serate all’insegna dell’impegno sociale, della musica e della condivisione, per riflettere su temi fondamentali come il diritto all’abitare e la tutela del territorio.
“Alle crescenti disuguaglianze, agli scenari di guerra, all'individualismo sfrenato e allo smantellamento dei diritti”, scrivono gli organizzatori, “bisogna rispondere con consapevolezza, passione e organizzazione. Anche con questo intento rilanciamo la Festa del Popolo. Non un evento, ma un atto politico, per incontrarci, recuperare spazi, far sentire la nostra voce e promuovere socialità”.
Sabato 11 luglio è previsto il dibattito e presentazione del libro “Città in affitto. Un requiem per il diritto all’abitare”. In serata i Gang in concerto. Una delle band più autentiche e radicali del rock italiano, capace di fondere l’energia del rock con la memoria storica, le radici popolari e l’impegno politico. La band dei fratelli Severini arriverà a Vasto con la band al completo per regale un momento di grande musica tra brani più recenti e brani storici, in particolari quelli tratti dalla trilogia “Le radici e le ali” (1991), “Storie d’Italia” (1993) e “Una volta per sempre” (1995).
Domenica 12 attenzione sul dibattito dal titolo “Tutela come risorsa”, a cura del Comitato per la difesa del territorio.



giovedì 2 luglio 2026

La Banda Piazzolla accende l’estate con "Lu balle sott’a lu sole": online il videoclip girato a Punta Penna.

Tradizione, ritmo travolgente e l'autentico calore delle spiagge abruzzesi: sono questi gli ingredienti di "Lu balle sott’a lu sole", il nuovo singolo estivo firmato dalla Banda Piazzolla. Il brano, scritto dal leader del gruppo Pino Piazzolla e interpretato dalla potente e solare voce di Romina Vallese, è da oggi ufficialmente accompagnato da un coloratissimo videoclip visibile su YouTube e sui canali social della band.
Il pezzo si presenta come un trascinante ed innovativo "meneito folk", una fusione perfetta tra la musica popolare abruzzese e i ritmi ballabili estivi, capace di unire diverse generazioni. Il testo, interamente in dialetto, fotografa con ironia e poesia i momenti tipici dell'estate nostrana: la voglia di ballare nonostante la stanchezza della notte passata a far festa ("fà ciambotte"), i tuffi a mare con la "panze all'aria", la convivialità del buon vino e i sapori della tavola, fino alla dolcezza di un incontro romantico paragonato alla prelibatezza di una "scrippelle".
Il videoclip, diretto e montato dallo stesso Pino Piazzolla, è stato interamente girato nella riserva naturale della spiaggia di Punta Penna a Vasto. Le immagini catturano la bellezza selvaggia della costa e la trasformano nel palcoscenico ideale per una grande festa collettiva. Ad arricchire la narrazione visiva, oltre ai musicisti della Banda Piazzolla, c’è la partecipazione di un affiatato gruppo di ballerine che trascina lo spettatore all'interno della coreografia ufficiale del brano, alternando l'allegria del ballo di gruppo a momenti di fresca complicità romantica tra due giovani protagonisti.
"Volevamo restituire visivamente l'autenticità e l'energia che solo la nostra terra sa dare d'estate", dichiara Pino Piazzolla. "Girare a Punta Penna con persone reali, i nostri musicisti e le ballerine ci ha permesso di catturare una gioia vera, spontanea, che nessun effetto speciale avrebbe potuto replicare. Questo pezzo è un invito a ballare, a dimenticare i pensieri e a riscoprire la bellezza dello stare insieme".




mercoledì 1 luglio 2026

Al via la quarta edizione di "Canti e Musica al calar del sole”

Venerdì 3 luglio torna "Canti e Musica al calar del sole", la rassegna giunta alla quarta edizione prevede tre appuntamenti sulla spiaggia di Punta Penna.
L'evento è organizzato dal "Coro Polifonico Histonium "B. Lupacchino dal Vasto", con la direzione artistica di Luigi Di Tullio e Davide Di Ienno.
I concerti si svolgeranno nella suggestiva cornice della Riserva Naturale di Punta Aderci a Punta Penna offrendo un'esperienza immersiva e a impatto zero che, come da tradizione, mira a valorizzare l'incantevole costa vastese.
«La musica incontra uno dei luoghi più belli e rappresentativi della nostra città, regalando emozioni in un contesto naturalistico di straordinario valore. Continuiamo a sostenere iniziative che promuovono cultura, tutela del territorio e partecipazione della comunità», dichiara il sindaco Francesco Menna.
«Ringrazio il Coro Histonium, il direttore artistico e tutti gli artisti coinvolti per l'impegno e la passione con cui, anche quest'anno, offriranno al pubblico concerti di grande livello in una location unica come Punta Penna», afferma l'assessore alla Cultura e al Turismo Nicola Della Gatta.
I concerti avranno inizio alle ore 20:00 presso il punto informazioni della spiaggia di Punta Penna. La partecipazione è libera e aperta a tutti.







«FUORI TEMPO» Il primo inedito di Mira.

La giovanissima voce di Casalbordino, allieva del maestro Auro Zelli, debutta su tutte le piattaforme digitali.

Esce oggi su tutte le piattaforme digitali «Fuori Tempo», il primo inedito di Mira, all'anagrafe Martina Saraceni, giovanissima cantante di Casalbordino e allieva del maestro Auro Zelli. Un debutto che segna l'ingresso ufficiale di una nuova voce nel panorama musicale, accompagnata da una produzione interamente firmata GunG Music Entertainment.
Il brano nasce dalla scrittura a quattro mani di Auro Zelli e Aurora Di Risio (Ayra), su musica dello stesso Zelli. Gli arrangiamenti portano la firma di Auro Zelli e Stefano De Libertis (Only One Studio). Le chitarre sono di Auro Zelli. I cori sono affidati alle voci di Mira (Martina Saraceni), Solea (Sara Marini), Asia Vicoli, Fabio Tascone e Auro Zelli. Mira farà inoltre parte del coro de «La Notte dei Serpenti» nell'edizione di quest'anno, un'ulteriore tappa nel percorso della giovane artista di Casalbordino.


«Fuori Tempo» è il ritratto lucido di una generazione che si guarda vivere in differita, e di quella distanza fa materia critica. Tra vetrine, pubblicità e scadenze “che ci aiutano a star male”, il brano nomina la resa senza accettarla: il “non scegliere più neanche una canzone” è la diagnosi, non l'ultima parola. Lo scarto arriva con “tu resti in vetrina io no”, dove il testo smette di descrivere e prende posizione, opponendo all'esposizione la scelta di sottrarsi, all'omologazione il diritto di restare se stessi. Un pop dalla scrittura tagliente, che alterna immagini quotidiane e improvvise aperture poetiche fino all'irruzione del dialetto, che riporta tutto a terra e congeda con una sola riga la logica della vetrina. Per Mira è un debutto senza rassicurazioni: una voce giovanissima che canta il presente per non sottomettervisi.
Il videoclip ufficiale, scritto da Liam Zingarelli per Kesia, che ne ha curato regia e coreografie, accompagna il brano con un linguaggio visivo coerente con la sua identità musicale. Danzano nel video Alessia La Palombara, Gloria D'Achille, Sofia Menna e Giorgia Altieri. Hanno inoltre partecipato al video Vincenzo Caporrelli (percussioni), Chiara Mancaniello, Sara Marini, Fabio Tascone, Isabella Michelle Fedele, Andrea Cancellieri, Elisa Doaga, Ennio Di Pierro, Mirica Thalisa Stefania e Arianna Grasso. Un ringraziamento speciale a Djcoxxl (luci), Anna Tinari (location), Beauty Premiere Vasto (hairstyle) e Liabeautyadd (trucco). Il singolo è distribuito su tutte le piattaforme digitali da GunG Music Entertainment.



martedì 30 giugno 2026

Dal 1° luglio nel centro storico torna l’appuntamento con le Piazze della musica

Torna da domani mercoledì primo luglio uno degli appuntamenti più attesi dell'estate vastese "Le Piazze della Musica". L’iniziativa, organizzata dall’assessorato al Turismo in collaborazione con il Consorzio “Vasto in Centro”, animerà il cuore della città con concerti dal vivo per tutta la stagione estiva.
L'edizione 2026 si rinnova con una novità importante: gli appuntamenti diventano quattro ogni settimana. La musica accompagnerà il pubblico martedì in piazza Rossetti, mercoledì in piazza L.V. Pudente, giovedì in piazza Diomede e venerdì in piazza Barbacani, dalle ore 21.00.
«L’evento si inserisce nel calendario delle manifestazioni estive con l'obiettivo – ha evidenziato il sindaco Francesco Menna - di offrire a cittadini e visitatori momenti di intrattenimento di qualità, rendendo il centro storico sempre più attrattivo e contribuendo contemporaneamente alla promozione del territorio e al sostegno delle attività economiche del centro cittadino.»
«L'obiettivo è arricchire l'offerta rivolta a cittadini e turisti, favorendo – ha detto l’assessore al Turismo e alla Cultura, Nicola Della Gatta – la fruizione del centro storico nelle ore serali e contribuendo a rendere il soggiorno dei visitatori sempre più attrattivo. La musica diventa così un veicolo di valorizzazione del territorio e di promozione della sua capacità di accoglienza.»
«Con quattro piazze coinvolte e un calendario ancora più ricco, Le Piazze della Musica si conferma – ha dichiarato il Presidente del Consorzio Vasto in Centro, Marco Corvino - uno degli appuntamenti simbolo dell'estate vastese. Per tutta l'estate, la musica accompagnerà le serate del centro storico, creando un'atmosfera capace di valorizzarne il fascino e renderlo ancora più vivo.»



lunedì 29 giugno 2026

VastoSound T-Shirt Collection 43 – One SAM Band

Artista poliedrico tra i più apprezzati della nostra zona, Samuele Celenza dagli anni Novanta in poi collabora come chitarrista con numerose band: dal rock italiano dei Tributo Negativo e Dolcetti, al metal dei Vanara e Embody Madness, fino all’indie di Old Boy & Trouble Shuffle, senza dimenticare le cover band In Utero e Liberi su cauzione, il trio acustico Trisvago e, più recentemente, la Banda Piazzolla.
One SAM Band è il suo ultimo progetto solista nato nel 2020, contrassegnato dalla pubblicazione dell’EP “Ins(H)ide” e diversi singoli di successo tra cui “Sacrified”, “Oggi”, “Glowin Flame”, “Shores of Horizon” e “Streets of St. Lo”.
Da qualche mese One SAM Band si presenta sotto forma di quartetto con Samuele Celenza alla chitarra e voce, Enrico ‘Brown’ Bruno alla chitarra, Valerio Ialacci al basso e Francesco La Verghetta alla batteria. Il battesimo live è avvenuto con la partecipazione all’ultima edizione di Due Note a Vasto.
Questa è la t-shirt black con il logo del progetto, che Samuele ha voluto regalare a VastoSound per arricchire la sua preziosa collezione.