C’è tanta voglia di Santo Niente! E Umberto Palazzo ha deciso di accontentare i tanti fan sparsi nel Paese con la pubblicazione di “Ozio”, rilettura di un brano dei primissimi Wolfango, compagni di etichetta ai tempi del Consorzio Produttori Indipendenti.
«Un Lebowski cinico e filosofico si aggira per la città in accappatoio giallo, ciabatte e occhiali coordinati – scrive Palazzo su social – Come un Diogene moderno in tunica di spugna, rivendica il diritto all'Ozio attraversando i luoghi simbolo della città, dalla spiaggia alle strade dello chic e degli affari, dai mercati popolari alla sala posa dei ragazzi del Liceo Artistico, fino a una laundrette di notte, per poi ritrovare il suo complice musicale (in complementare accappatoio blu) tra pedali d'effetto e assoli di chitarra.»
La registrazione di “Ozio” risale al 2011, dopo la pubblicazione dell’album I Fiori dell’Agave. Il brano è uno dei quattro pezzi realizzati in quel periodo, registrati negli studi di Ermanno D’Annunzio e Andrea Di Giambattista, ai quali si aggiunge una traccia musicale sulla quale Umberto Palazzo ha successivamente adattato un testo.
I brani verranno pubblicati singolarmente e confluiranno nell’EP di prossima uscita, “Anni Zero”.
Ma non è l’unica novità. L’EP precede la pubblicazione del nuovo album de Il Santo Niente dal titolo provvisorio “In esilio”, grazie a 19 tracce già scritte e sprovinate.
Inoltre, in parallelo, ci saranno le uscite dell’album solista "Golden Retriever", di cui abbiamo già avuto qualche assaggio.
A suonare in “Ozio” sono Umberto Palazzo alla voce e chitarra elettrica, Alessio D'Onofrio alla chitarra elettrica, Raffaello Zappalorto al basso e Federico Giannini alla batteria. Registrazione, missaggio e fischio a cura di Andrea Di Giambattista.
Il video, davvero godibile, è stato realizzato attraverso un lungo processo di ricerca visiva e prompting con diverse intelligenze artificiali per la creazione del personaggio e delle inquadrature, per poi essere montato su DaVinci Resolve. Regia, concept, AI Editing e montaggio sono firmati dallo stesso Umberto Palazzo.


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