Pubblicato il 14 agosto sulle principali piattaforme digitali, “Holotropic Dancefloor Dreams”, è il nuovo lavoro di Treasure Island, aka Cesare Mich, uscito per l’etichetta inglese Manual Smiles. L’album raccoglie dieci brani per oltre un’ora di musica elettronica.
Treasure Island produce e suona groove olotropici pensati per alterare lo stato di coscienza. Attraverso djset immersivi, il progetto esplora dimensioni interiori e cosmiche, favorendo connessioni profonde e amplificando la percezione di un senso di unità.
Negli ultimi anni la sua musica è apparsa su diverse etichette, tra cui Multi Culti, Warning, Tartelet Records, Free Universe NYC e, naturalmente, Manual Smiles, spaziando dalla trance psichedelica rallentata fino a tracce ad alta energia pensate per il dancefloor.
I suoi brani sono stati suonati da DJ come Sean Johnston, Avalon Emerson, Juan MacLean, mentre tra gli artisti che si sono cimentati nei remix figurano Bliss Inc., Warzou, Sordid Sound System, Kalocain e altri.
Per qualche nota in più sull’album, ci affidiamo direttamente alla descrizione – qui proposta in versione tradotta – pubblicata sulla pagina Bandcamp della Manual Smiles.
Ispirato dalle affinità tra la respirazione olotropica e il rituale della danza, l'album "Holotropic Dancefloor Dreams" di Treasure Island esplora come il ritmo possa trasformare la coscienza su piani fisici, spirituali e collettivi. Il disco si apre evocando una costa baciata dal sole con "Seaside Memories", richiamando il moto ondoso e la brezza marina attraverso accordi avvolgenti e ritmi organici articolati. È un suono che rimanda ai litorali abruzzesi, dove l'artista risiede insieme al suo amico e collaboratore (già al fianco dei Future Islands) Oltrefuturo; quest'ultimo partecipa al brano "Feelin’ That Thing", in cui sonorità morbide e glitch si intrecciano a tastiere che scivolano su campionamenti frammentati, creando un'atmosfera leggera e perfetta per l'estate.
Da qui, l'album transita con naturalezza dalle sonorità baleariche da spiaggia ai rituali da club illuminati dalle luci stroboscopiche. Brani come "Sacred Dance" e "First Time" vedono Treasure Island unire il suo caratteristico uso dei sintetizzatori analogici a voci narranti (spoken-word) dal tono giocoso, prima di addentrarsi decisamente nel territorio della Trance per il resto del disco: si spazia da ritmiche percussive serrate come "Strutturalismo E Interpretazione" a tracce acid e "wonky" come "Cosmic Rolling", fino a viaggi psichedelici ipnotici come la versione "windy mix" di "Mark II Patzo".
L'album si chiude con "Astrocilum", che suggella il percorso musicale con sussurri ovattati, groove delicati e un'irresistibile psichedelia da after-hour.
Spotify: Holotropic
Dancefloor Dreams LP - Album by Treasure Island
SoundCloud: Holotropic
Dancefloor Dreams [Manual Smiles]
Bandcamp: Holotropic
Dancefloor Dreams LP | Treasure Island


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