giovedì 12 febbraio 2026

“LIBERO DALLE COSE”, il nuovo progetto discografico di Alessio Creatura

Anticipato dall’omonimo singolo, dal 25 gennaio è disponibile in streaming e nei migliori digital store “Libero dalle cose”, il nuovo album di Alessio Creatura. Dal 15 febbraio disponibile anche in special edition su vinile.
«Con questo lavoro – spiega l’artista vastese – spero di offrire un momento di pausa dal rumore esterno. “Libero dalle cose” è il mio personale manifesto di rinascita, un invito a guardarsi dentro e a scoprire che la vera ricchezza non è ciò che possediamo, ma ciò che abbiamo finalmente il coraggio di lasciar andare per tornare a volare leggeri.»
Tra ballate e sonorità rockeggianti, nove i brani presenti nell’album, tra cui sette brani inediti, la rilettura di “Ha tutte le carte in regola” di Piero Ciampi, e la nuova versione di “Ti porto rancore”, pubblicato nel 2016 nell’album “Che ci amino gli altri”.
Brano centrale dell’album è senz’altro la title track. «Libero dalle cose non è solo il titolo del mio nuovo singolo – spiega Alessio Creatura – ma rappresenta per me un vero e proprio approccio alla vita, una filosofia che ho maturato in questi anni di ricerca e di silenzio creativo. Questo brano nasce dalla necessità profonda di saper lasciare andare tutto ciò che rappresenta un ostacolo al cambiamento e alla crescita, sia umana che spirituale. Viviamo in un’epoca che ci spinge costantemente ad accumulare: oggetti, aspettative, consensi digitali, maschere sociali. Spesso finiamo per essere soffocati da questa superficialità, dimenticando chi siamo veramente. In questo brano invito a compiere l’operazione inversa: sottrarre per ritrovare l’essenza. Credo fermamente che rispettarsi sia la prima e più importante regola d’amore, ma è un esercizio che richiede un immenso valore e una forza d’animo non comune. Spesso restiamo ancorati a situazioni o persone per paura del vuoto, ma è proprio in quel vuoto che si rigenera lo spirito. C'è una frase nel testo a cui sono particolarmente legato e che spero possa diventare un mantra per chi ascolta: “Una vita senza coraggio non vale quanto un cuore”. Senza il coraggio di scegliere e di perdersi, il cuore resta solo un muscolo, non un motore di libertà.»


Classe ’77, di origine abruzzese, Alessio Creatura è un artista poliedrico che ha saputo fondere una solida formazione accademica con una viscerale necessità espressiva. Musicista autodidatta al pianoforte e alla chitarra, nasce come batterista per poi trovare nella forma-canzone il suo baricentro creativo, influenzato dai grandi cantautori della tradizione italiana.
L’esordio discografico risale al 2011 con l’album “Non ho più pace”. Il secondo album del 2016 “Che ci amino gli altri”, rappresenta una narrazione sincera degli stati d’animo. La maturazione artistica avviene con il suo terzo disco, “Al mondo con un pugno di canzoni”, lodato da riviste specializzate quali Ondaock e Vinile. L'ultimo progetto “Libero dalle cose” (2026), è un manifesto sulla crescita spirituale e la forza di lasciar andare.
Alessio Creatura ha collaborato con artisti del calibro di Tommy Graziani, Massimo Luca, Pippo Guarnera e Federico Mecozzi. Vanta esperienze live di rilievo, avendo aperto i concerti di: Roberto Vecchioni, Nomadi e Riccardo Fogli.
Finalista al Premio Lunezia nel 2012 e ospite fisso in kermesse come il Festival Show, Alessio è stato ufficialmente inserito nel 2023 nel prestigioso dizionario “Cantautori e cantautrici del nuovo millennio” curato da Michele Neri.







lunedì 9 febbraio 2026

“Dimmi che non è la fine”, il nuovo singolo di Lysa

Da venerdì 6 febbraio è in distribuzione sulle principali piattaforme digitali “Dimmi che non è la fine”, il nuovo singolo di Lysa, prodotto da Elia Wave, pubblicato per Nigiri e distribuito da Sony Music.
Dimmi che non è la fine, la prima canzone del 2026, ma ce ne saranno tantissime e non vedo l’ora di farvele sentire tutta una dopo l’altra”, scrive l’artista vastese sui social. “Questa l’ho scritta tempo fa mentre mi sentivo drammatica (come sempre) ma anche felice, quest’anno ho capito che lasciar andare le persone è difficilissimo, e che io, non voglio rinunciare neanche alle persone più complicate”.
La canzone si presenta come una ballad soft-pop costruita attorno a un momento di sospensione sentimentale: l’istante in cui una relazione mostra le prime crepe senza arrivare a una rottura definitiva.






sabato 7 febbraio 2026

Teatro Rossetti: in scena la “La serva padrona” di Giovan Battista Pergolesi

Domenica 8 febbraio 2026, alle ore 18.00, il Teatro Rossetti ospita “La serva padrona” di Giovan Battista Pergolesi, capolavoro fondativo dell’opera buffa e simbolo della Scuola Napoletana.
L’opera, su libretto di Gennaro Antonio Federico, sarà presentata in allestimento semi-scenico con ensemble d’archi e clavicembalo. La produzione è affidata alla regia e preparazione vocale di Antonella Cesari e all’ensemble “Il Migliarino” diretto da Massimo Salcito.
«Con “La serva padrona” – dichiarano il sindaco Francesco Menna e l’assessore alla Cultura e al Turismo Nicola Della Gatta – il Teatro Rossetti accoglie uno dei titoli più importanti della storia dell’opera, un capolavoro capace di unire leggerezza, intelligenza e profondità musicale. Un’occasione preziosa per ritrovare il piacere del teatro musicale dal vivo: invitiamo la cittadinanza e gli appassionati a partecipare e a condividere un’esperienza di bellezza e qualità artistica».
La fama di questo famoso Intermezzo è legata alla creazione del genere lirico dell’opera buffa. Ripresa in tutta Europa sin dalla seconda metà del XVIII secolo, la composizione musicale fu alle origini della celebre "Querelle des Bouffons" (alla quale prese parte anche il filosofo Jean-Jacques Rousseau) disputatasi in Francia tra i sostenitori della solenne opera francese e i fautori dello stile italiano, attento invece alla nascita e affermazione della classe borghese. Dopo quasi trecento anni, La Serva Padrona è ancora oggi tra le opere più rappresentate al mondo.



mercoledì 4 febbraio 2026

I MALATI IMMAGINARI IN VERSIONE AMBIENT CON IL REMIX DI “CRY”

Il producer Vrace ridisegna il suono del duo abruzzese per lanciare il nuovo canale Bandcamp

I Malati Immaginari pubblicano Cry (Vrace Remix), in uscita mercoledì 4 febbraio su Bandcamp e su tutte le piattaforme digitali. La nuova versione porta in superficie l’anima più ambient già presente nel brano originale e la trasforma in una vera riscrittura emotiva, sospesa e contemplativa. Da un anno in pianta stabile nel duo vastese insieme al cantante/polistrumentista Dario Parascandolo, il producer “mascherato” e dj Vrace ridisegna il sound di Cry lasciando spazio alle emozioni quando tutto si ferma.
Il remix si inserisce come un capitolo “spin off” nella discografia de I Malati Immaginari e accompagna il percorso del progetto in attesa del prossimo singolo inedito previsto per marzo. Un approfondimento sensibile dell’universo di Cry, già singolo centrale della fase più recente del progetto, che ne rivela una seconda identità, più cinematografica e interiore. Non si attraversa più il dolore muovendosi, si resta fermi ad ascoltarlo. I suoni si allargano, il tempo si dilata, la canzone diventa uno spazio in cui entrare e rimanerci. È una versione che invita all’immobilità, all’intimità, alla permanenza.


“Cry non aveva ancora finito di parlare, e lo fa oggi in una forma più profonda e fragile cambiando pelle”, afferma il cantante Dario. “Se la versione originale uscita a ottobre ci ha fatto ballare piangendo, stavolta ci ritroviamo ad affrontare i demoni immersi nel silenzio e al buio”, conclude.
Cry (Vrace Remix) è prodotto, mixato e masterizzato da Vrace presso il suo studio. È il primo brano targato I Malati Immaginari in cui il producer vastese firma anche interamente la fase di mix e mastering, oltre alla produzione, consolidando un lavoro condiviso sempre più diretto e artigianale.
“I Malati Immaginari è il primo progetto in cui produco materiale non interamente scritto da me”, spiega il producer. “Abbiamo una doppia anima, una molto fragile e un’altra più diretta e meno mediata. Per questo ho voluto dare spazio e voce alla fragilità che si nasconde dietro questo brano, al quale sono molto legato”, conclude Vrace, che ha esordito discograficamente con I Malati proprio nella versione di Cry uscita a ottobre come singolo.
Producer e dj vastese, Valerio Racciatti in arte Vrace ha all’attivo l’album “Oblii” e diversi singoli pubblicati negli ultimi anni. Da maggio in pianta stabile nel progetto, Vrace ha portato suoni dancefloor nella darkwave originale dei Malati Immaginari, e oggi, con il remix di Cry, ha dato vita a una delle sue espressioni più personali e radicali.


L’uscita conferma Bandcamp come spazio centrale di relazione con il pubblico e luogo naturale per accogliere le pubblicazioni più intime e narrative del progetto. Cry (Vrace Remix) resta un capitolo autonomo e non farà parte del primo album de I Malati Immaginari, che conterrà esclusivamente la versione originale del brano.
In attesa del prossimo singolo ufficiale che uscirà a marzo, I Malati Immaginari proseguono la loro incessante attività live in tutta Italia. Il duo darkwave abruzzese nelle prossime settimane darà il via a un mini tour in Puglia (Brindisi, Taranto, Nardò), per poi proseguire a Massa e ad Asti, dove sarà ospite del Comics 2026. Il calendario aggiornato con le date è disponibile sui social del duo.

domenica 1 febbraio 2026

“Timeless”, il nuovo singolo di Mat XIII feat.Just Keed & Unità 13

Dallo scorso 13 gennaio è disponibile sulle principali piattaforme digitali “Timeless”, inedito 5 estratto dal disco di prossima pubblicazione di Mat III con il feat. di Just Keed & Unità 13 e la produzione di Wokem Bemo.
Quello con Just Keed è un viaggio lunghissimo, sotto il nome Unità 13”, ha sottolineato l’artista abruzzese, “che dopo un periodo di pausa è ripreso per cavalcare un beat enorme di Wokem Bemo. La nostra musica è sempre stata questo: sogni, amicizia, legami, ricordi indelebili, passione per la doppia h.




sabato 31 gennaio 2026

Lunarie de lu Uaste: anche VastoSound sull'Almanacco dei vastesi 2026

Una pagina del Lunario 2026 è dedicata a VastoSound.
Un sentito ringraziamento a Giuseppe Tagliente, Paolo Calvano e Fernando D’Annunzio, curatori di questa bellissima iniziativa giunta quest'anno alla 26' edizione.




venerdì 30 gennaio 2026

Teatro Rossetti: Danzando sulle corde”, concerto per chitarra sola con Andrea Dieci

Il cartellone concertistico del Teatro Rossetti di Vasto si arricchisce di un nuovo prestigioso appuntamento: domenica 1° febbraio 2026 alle ore 18:00 il pubblico potrà assistere a “Danzando sulle corde”, concerto per chitarra sola con Andrea Dieci, tra i più autorevoli chitarristi della scena internazionale. Un viaggio musicale che attraversa stili, epoche e culture, affidato a un interprete di straordinaria esperienza concertistica e didattica, capace di coniugare rigore, profondità espressiva e grande comunicatività.
«“Danzando sulle corde” – spiegano il sindaco Francesco Menna e l’assessore alla Cultura e al Turismo Nicola Della Gatta - è un appuntamento che unisce tradizione e contemporaneità, valorizzando la chitarra come strumento solistico di straordinaria ricchezza espressiva. Continuiamo con determinazione a investire in una programmazione che sappia emozionare, educare e dialogare con pubblici diversi, rafforzando il ruolo del nostro Teatro Rossetti come centro vivo di produzione culturale».

Per informazioni e biglietti: https://teatrorossetti.it/biglietti.


giovedì 29 gennaio 2026

“INCONTRI”, un romanzo visionario e letterario nato dalla penna di Claudio Carluccio

Scrivo da sempre, forse per trovare un senso alle cose, forse solo per perdermici dentro. Amo la musica, la letteratura e i viaggi della mente. Questo libro è nato da un bisogno, un'urgenza di raccontare il viaggio interiore che tutti, prima o poi, affrontiamo.

In un periodo di rinascita personale e culturale, oltre che musicale, in particolare con il suo ultimo progetto Lacudio, Claudio Carluccio trova voglia, spazio e tempo per pubblicare il suo primo romanzo, come egli stesso definisce “visionario e letterario che fonde realismo emotivo, allucinante e metanarrazione in un viaggio dentro la mente di un uomo sospeso tra la vita e la morte”.
Il libro nasce da una lunga raccolta di quaderni scritti tra il 2023 e il 2024. Si tratta senza dubbio di un progetto ambizioso costruito come un mosaico di storie, sogni e ricordi, in cui personaggi reali e immaginari diventano specchi dell’identità del protagonista.
Il protagonista, scrittore fallito e padre fragile, giace in coma dopo un incidente d’auto avvenuto durante una notte di autodistruzione. Mentre il suo corpo è immobile in un letto d’ospedale, la sua coscienza vaga in uno spazio onirico dove memoria, desiderio e colpa si mescolano senza confini. In questo limbo, egli rivive episodi della propria vita e attraversa una serie di incontri surreali con figure iconiche della cultura, della musica, dell’arte e della spiritualità — tra cui Fabrizio De André, Charles Bukowski, John Lennon, Marilyn Monroe, Van Gogh e persino Gesù Cristo — che diventano specchi deformanti delle sue paure, delle sue contraddizioni e del suo bisogno di redenzione.
Parallelamente, nel mondo reale, l’ex moglie e un’infermiera leggono ad alta voce i quaderni che l’uomo ha scritto nel corso degli anni: racconti, frammenti, confessioni, visioni. Queste storie — che il lettore ha già attraversato come parti del romanzo — diventano il filo che lo ancora alla vita e forse la chiave per il suo risveglio. Il libro costruisce così una struttura a doppio livello: da una parte l’ospedale, con i suoi silenzi, i suoi monitor e l’attesa; dall’altra il caos interiore del protagonista, espresso attraverso una serie di racconti che oscillano tra ironia feroce, lirismo e disperazione.
INCONTRI è anche una riflessione sulla creatività come forza distruttiva e salvifica insieme. Scrivere è per il protagonista l’unico modo di esistere davvero, ma anche ciò che lo consuma, lo isola, lo porta a perdere il lavoro, l’amore, la stabilità. L’alcol, il fallimento e la frustrazione diventano compagni di viaggio in un’esistenza che sente di non trovare posto nel mondo “normale”. Gli incontri con gli artisti e i miti del passato non sono celebrazioni, ma processi: ogni figura lo mette di fronte a ciò che ha perso, a ciò che non è mai riuscito a essere, e al prezzo che si paga per cercare di restare autentici in una società che premia l’apparenza e la normalizzazione.
Nel rapporto con l’ex moglie, con la figlia Elena e con l’infermiera Anna, emerge invece il cuore emotivo del romanzo: l’amore che resiste nonostante le macerie, il desiderio di essere visti davvero, la possibilità — fragile ma reale — di una rinascita.
INCONTRI è un romanzo ibrido, che unisce narrativa, poesia, racconto breve e flusso di coscienza in una voce personale e riconoscibile. È un libro che parla di dipendenza, di crisi creativa, di mascolinità ferita, ma anche di tenerezza, ironia e umanità.
Un viaggio dentro il caos di una mente che si sta spegnendo — o forse sta finalmente cercando di tornare alla luce.


Molti conoscono Claudio Carluccio come musicista poliedrico e indipendente, attivo da oltre due decenni attraverso svariati percorsi musicali, come Milkshake, Old Boy, Shadoworld, e in quest’ultimo periodo Lacudio, un punto di ripartenza musicale dopo diversi anni di assenza dalla scena, intraprendendo per la prima volta un percorso artistico cantato in italiano.
Ma Claudio Carluccio è anche uno scrittore che lavora ai margini della narrativa tradizionale, dove autobiografia, visione e critica sociale si intrecciano in una forma di scrittura cruda e lirica.
La sua voce nasce dall’attrito tra realtà e allucinazione, tra quotidiano e mito, e racconta uomini fragili, dipendenze, creatività come ferita e come salvezza.
Ha iniziato a scrivere come atto di sopravvivenza, trasformando esperienze personali, crisi esistenziali e ossessioni culturali in racconti e frammenti che rifiutano ogni addomesticamento. Nei suoi testi convivono ironia feroce, poesia e disincanto, con una forte attenzione al rapporto tra individuo e società contemporanea.
Attraverso una scrittura che richiama la tradizione della narrativa underground e della letteratura esistenziale, Carluccio esplora il fallimento, l’amore, la paternità e la perdita, interrogando costantemente il confine tra distruzione e rinascita.
Stampato in una prima edizione artigianale a tiratura limitata, INCONTRI è un libro sorprendente, piacevolmente surreale, che si lascia leggere tutto d’un fiato e che merita di essere stampato da una casa editrice importante che possa garantirgli la giusta distribuzione.





domenica 25 gennaio 2026

Oltre 600mila interazioni su Spotify per “Io non sento niente”, ultimo singolo di Chandie

Pubblicato il 9 ottobre scorso, “Io non sento niente”, ultimo singolo di Chandie, al secolo Alessandro Capezio, ha superato le 600mila interazione su Spotify, a cui si aggiungono altre 140mila su YouTube. Numeri decisamente importanti per il giovane artista vastese (affiancato per questo brano come autore e per il mix e mastering da @meneandreii), che sta crescendo brano dopo brano, a partire dal primo singolo “Tossica”, a cui sono seguiti “Scopri i miei peccati” e “Passivo aggressiva”, quest’ultima prodotta da Elia Wave.





Chandie - Io non sento niente (testo)

Io non sento niente
(Alessandro Capezio)

Anche nel paradiso fa notte
Sento i miei pezzi di corpo che parlano, ma
Non si sentono tra loro
E non si sentono tra loro
E da bambino amavo, amavo il dolore
E coloravo col pennarello blu le ferite
Soltanto per sentire qualcosa, qualcosa, qualcosa
Dipendenza affettiva
Quando mi apri le gambe scendono gocce di odio
Sognami bello o sognami come io sogno di essere
Sogno di essere, eh, eh, eh, eh
Anche se il cielo mi cade addosso io
Non sеnto niente, nientе, eh
E resto solo con me, con me, con me, con me, con me

Io non sento niente
Io non sento niente
E io non sento niente
Ah, ah
Io non sento niente
Ah, ah

E dallo specchio esce la mia anima
È un mostro rosso sangue, è un mostro rosso sangue
E scopri i miei peccati, e non mi giudicare
E non mi giudicare, e non mi giudicare
Corri, corri, corri, ma cosa stai cercando?
Ma cosa stai aspettando?
Oh, ma cosa stai cercando?
Se mi capivi, come quando ero vuoto e stavo in giro
Come quando mi parlavi e non rispondevo
Come quando io e te eravamo soli, eravamo soli
Tu mi capivi come quando parlavo, non ero io
Come quando chiedevo dov'era Dio
Dov'ero io, io

Io non sento niente
Io non sento niente
E io non sento niente
Ah
Io non sento niente
Ah