giovedì 29 gennaio 2026

“INCONTRI”, un romanzo visionario e letterario nato dalla penna di Claudio Carluccio

Scrivo da sempre, forse per trovare un senso alle cose, forse solo per perdermici dentro. Amo la musica, la letteratura e i viaggi della mente. Questo libro è nato da un bisogno, un'urgenza di raccontare il viaggio interiore che tutti, prima o poi, affrontiamo.

In un periodo di rinascita personale e culturale, oltre che musicale, in particolare con il suo ultimo progetto Lacudio, Claudio Carluccio trova voglia, spazio e tempo per pubblicare il suo primo romanzo, come egli stesso definisce “visionario e letterario che fonde realismo emotivo, allucinante e metanarrazione in un viaggio dentro la mente di un uomo sospeso tra la vita e la morte”.
Il libro nasce da una lunga raccolta di quaderni scritti tra il 2023 e il 2024. Si tratta senza dubbio di un progetto ambizioso costruito come un mosaico di storie, sogni e ricordi, in cui personaggi reali e immaginari diventano specchi dell’identità del protagonista.
Il protagonista, scrittore fallito e padre fragile, giace in coma dopo un incidente d’auto avvenuto durante una notte di autodistruzione. Mentre il suo corpo è immobile in un letto d’ospedale, la sua coscienza vaga in uno spazio onirico dove memoria, desiderio e colpa si mescolano senza confini. In questo limbo, egli rivive episodi della propria vita e attraversa una serie di incontri surreali con figure iconiche della cultura, della musica, dell’arte e della spiritualità — tra cui Fabrizio De André, Charles Bukowski, John Lennon, Marilyn Monroe, Van Gogh e persino Gesù Cristo — che diventano specchi deformanti delle sue paure, delle sue contraddizioni e del suo bisogno di redenzione.
Parallelamente, nel mondo reale, l’ex moglie e un’infermiera leggono ad alta voce i quaderni che l’uomo ha scritto nel corso degli anni: racconti, frammenti, confessioni, visioni. Queste storie — che il lettore ha già attraversato come parti del romanzo — diventano il filo che lo ancora alla vita e forse la chiave per il suo risveglio. Il libro costruisce così una struttura a doppio livello: da una parte l’ospedale, con i suoi silenzi, i suoi monitor e l’attesa; dall’altra il caos interiore del protagonista, espresso attraverso una serie di racconti che oscillano tra ironia feroce, lirismo e disperazione.
INCONTRI è anche una riflessione sulla creatività come forza distruttiva e salvifica insieme. Scrivere è per il protagonista l’unico modo di esistere davvero, ma anche ciò che lo consuma, lo isola, lo porta a perdere il lavoro, l’amore, la stabilità. L’alcol, il fallimento e la frustrazione diventano compagni di viaggio in un’esistenza che sente di non trovare posto nel mondo “normale”. Gli incontri con gli artisti e i miti del passato non sono celebrazioni, ma processi: ogni figura lo mette di fronte a ciò che ha perso, a ciò che non è mai riuscito a essere, e al prezzo che si paga per cercare di restare autentici in una società che premia l’apparenza e la normalizzazione.
Nel rapporto con l’ex moglie, con la figlia Elena e con l’infermiera Anna, emerge invece il cuore emotivo del romanzo: l’amore che resiste nonostante le macerie, il desiderio di essere visti davvero, la possibilità — fragile ma reale — di una rinascita.
INCONTRI è un romanzo ibrido, che unisce narrativa, poesia, racconto breve e flusso di coscienza in una voce personale e riconoscibile. È un libro che parla di dipendenza, di crisi creativa, di mascolinità ferita, ma anche di tenerezza, ironia e umanità.
Un viaggio dentro il caos di una mente che si sta spegnendo — o forse sta finalmente cercando di tornare alla luce.


Molti conoscono Claudio Carluccio come musicista poliedrico e indipendente, attivo da oltre due decenni attraverso svariati percorsi musicali, come Milkshake, Old Boy, Shadoworld, e in quest’ultimo periodo Lacudio, un punto di ripartenza musicale dopo diversi anni di assenza dalla scena, intraprendendo per la prima volta un percorso artistico cantato in italiano.
Ma Claudio Carluccio è anche uno scrittore che lavora ai margini della narrativa tradizionale, dove autobiografia, visione e critica sociale si intrecciano in una forma di scrittura cruda e lirica.
La sua voce nasce dall’attrito tra realtà e allucinazione, tra quotidiano e mito, e racconta uomini fragili, dipendenze, creatività come ferita e come salvezza.
Ha iniziato a scrivere come atto di sopravvivenza, trasformando esperienze personali, crisi esistenziali e ossessioni culturali in racconti e frammenti che rifiutano ogni addomesticamento. Nei suoi testi convivono ironia feroce, poesia e disincanto, con una forte attenzione al rapporto tra individuo e società contemporanea.
Attraverso una scrittura che richiama la tradizione della narrativa underground e della letteratura esistenziale, Carluccio esplora il fallimento, l’amore, la paternità e la perdita, interrogando costantemente il confine tra distruzione e rinascita.
Stampato in una prima edizione artigianale a tiratura limitata, INCONTRI è un libro sorprendente, piacevolmente surreale, che si lascia leggere tutto d’un fiato e che merita di essere stampato da una casa editrice importante che possa garantirgli la giusta distribuzione.





domenica 25 gennaio 2026

Oltre 600mila interazioni su Spotify per “Io non sento niente”, ultimo singolo di Chandie

Pubblicato il 9 ottobre scorso, “Io non sento niente”, ultimo singolo di Chandie, al secolo Alessandro Capezio, ha superato le 600mila interazione su Spotify, a cui si aggiungono altre 140mila su YouTube. Numeri decisamente importanti per il giovane artista vastese (affiancato per questo brano come autore e per il mix e mastering da @meneandreii), che sta crescendo brano dopo brano, a partire dal primo singolo “Tossica”, a cui sono seguiti “Scopri i miei peccati” e “Passivo aggressiva”, quest’ultima prodotta da Elia Wave.





Chandie - Io non sento niente (testo)

Io non sento niente
(Alessandro Capezio)

Anche nel paradiso fa notte
Sento i miei pezzi di corpo che parlano, ma
Non si sentono tra loro
E non si sentono tra loro
E da bambino amavo, amavo il dolore
E coloravo col pennarello blu le ferite
Soltanto per sentire qualcosa, qualcosa, qualcosa
Dipendenza affettiva
Quando mi apri le gambe scendono gocce di odio
Sognami bello o sognami come io sogno di essere
Sogno di essere, eh, eh, eh, eh
Anche se il cielo mi cade addosso io
Non sеnto niente, nientе, eh
E resto solo con me, con me, con me, con me, con me

Io non sento niente
Io non sento niente
E io non sento niente
Ah, ah
Io non sento niente
Ah, ah

E dallo specchio esce la mia anima
È un mostro rosso sangue, è un mostro rosso sangue
E scopri i miei peccati, e non mi giudicare
E non mi giudicare, e non mi giudicare
Corri, corri, corri, ma cosa stai cercando?
Ma cosa stai aspettando?
Oh, ma cosa stai cercando?
Se mi capivi, come quando ero vuoto e stavo in giro
Come quando mi parlavi e non rispondevo
Come quando io e te eravamo soli, eravamo soli
Tu mi capivi come quando parlavo, non ero io
Come quando chiedevo dov'era Dio
Dov'ero io, io

Io non sento niente
Io non sento niente
E io non sento niente
Ah
Io non sento niente
Ah

sabato 24 gennaio 2026

Fuori “Homo”, il primo album di Karakaz

Anticipato la settimana scorsa dal singolo “Forte”, da ieri è disponibile su tutte le piattaforme digitali per Island Records/Universal Music ItaliaHOMO”, il primo album di KARAKAZ.
Un progetto deliberatamente scomodo e refrattario a qualsiasi etichetta, che arriva dopo una serie di pubblicazioni che hanno progressivamente definito un nuovo orizzonte artistico e che rappresenta oggi un punto di sintesi tra le diverse traiettorie sonore e concettuali dell’artista.
L’album è il risultato di una lunga gestazione e concentra in modo coerente tensioni, linguaggi e immaginari già emersi nei lavori più recenti. I tratti distintivi del linguaggio di Karakaz restano intatti: suoni metallici, stratificazioni abrasive, improvvise deflagrazioni e un lavoro ritmico che alterna ciclicità ossessive e andamenti marziali. I testi rinunciano a ogni forma di mediazione: sono fisici, diretti, spesso claustrofobici, e affrontano senza filtri il conflitto permanente tra identità individuale e un contesto sociale percepito come ostile e ipocrita.
Tredici i brani pubblicati per oltre 40 minuti di musica. Da segnalare, oltre al singolo “Forte”, e “Attrici Attori Feroci Motori”, che ha visto la partecipazione nel videoclip di Asia Argento, i brani “2013”, “Fiori a testa in giù”, “Nella città” e “Metalli pesanti”.
Con “Homo”, l’artista vastese porta a compimento un percorso costruito negli ultimi anni attraverso singoli e progetti come “ATTRICI ATTORI FEROCI MOTORI”, “BAMBI”, “IO” (2024), “ESSENZA NUCLEO”, “TEATRO DELL’ASSURDO” e “AMERICANIMA” (2023), preceduti dall’EP “CARNE” (2022) e dai singoli “AMORE CARNALE” (2022) e “USELESS” (2021). L’artista, inoltre, ha collaborato con nomi di rilievo del panorama urban-pop attuale come Rkomi in “HO PAURA DI TE”, contenuto nell’album “TAXI DRIVER”, e con Night Skinny e Rkomi in “FUCK TOMORROW 2” (2024).


Clicca qui per vedere il videoclip di "FORTE"





 

domenica 18 gennaio 2026

“Posto di blocco”, fuori l’ultimo singolo di Massimo Di Berardino

Pubblicato sulle principali piattaforme digitali “Posto di blocco”, il nuovo singolo interamente strumentale di Massimo Di Berardino, eclettico chitarrista sansalvese.
Il brano, che si inserisce nel nuovo progetto solista nato nel 2024, nato con “Amarena” e proseguito con “Provincia di San Salvo”, ispirata alla pagina web sansalvo_capoluogo e “Socrates”, dedicata al grande giocatore brasiliano, è una variazione sul tema di “Night Drive”, il suo ultimo brano pubblicato nell’agosto 2025.
All'interno ci sono i suoni che amo di più: quelli del surf e l'organo Hammond – ha spiegato Di Berardino – Il tutto condito da un'atmosfera da film poliziesco”.
Al brano, registrato presso Satellite Rec, hanno collaborato Mario Serrecchia alla batteria, Michelangelo Mucilli all’organo Hammond e Fabio Tumini al basso.
Artwork Rossella Caserio.






sabato 17 gennaio 2026

A San Salvo una masterclass di prestigio con il grande Chris Coleman

Direttamente da Los Angeles, arriva a San Salvo una leggenda della batteria.
Noto a livello internazionale per la sua energia, tecnica eccezionale, versatilità e collaborazioni incredibili, il polistrumentista statunitense Chris Coleman, docente e protagonista per quanto riguarda i più importanti festival mondiali, sarà a San Salvo sabato 7 febbraio dalle ore 17:30 presso la EXP Music School, per un’esclusiva masterclass privata per l’Abruzzo e Molise di due ore e mezza, con soli 20 posti disponibili.
Chris Coleman nasce nel 1979 e suona la batteria da quando ha due anni. Fin da subito ha l’opportunità di suonare in un ensamble (gospel) e di studiare, aggiudicandosi numerosi premi nei concorsi ai quali partecipa nel periodo delle scuole elementari e medie. Ancora adolescente, suona in giro per gli USA con importanti gruppi gospel (Marvin Winans, Edwin Hawkins e Vanessa Bell Armstrong).
A 20 anni si diploma alla Drummer’s Collective di New York, mentre due anni dopo si aggiudica il primo premio al National Drum Competition, prevalendo su oltre 30.000 batteristi. Da lì inizia un’importante carriera che lo porta a registrare e suonare con importanti artisti come Rachelle Ferrell, Chaka Kahn, Prince, Stevie Wonder, Cristina Aguilera, Beck, Sheila E ed altri.
Sono molto emozionato ed è un vero onore per me riuscire ad organizzare incontri di questo spessore artistico per il nostro territorio e nuove generazioni”, ha sottolineato l’organizzatore dell’evento Fabrizio Gammieri.
Chris Coleman è solo l’ultimo degli artisti che la EXP Music School è riuscito a coinvolgere in questi ultimi anni: prima di lui ricordiamo tra gli altri Omar Hakim, Christian Meyer, Peter Eskine, Andrea Fontana, Anita Nilles e Claus Hessler. Questi ultimi due nel grande evento di pochi giorni fa al Teatro Rossetti di Vasto.
La prenotazione è aperta a tutti!



venerdì 16 gennaio 2026

Lacudio, inizio anno con due nuovi singoli

Per Lacudio, al secolo Claudio Carluccio, il 2026 comincia all’insegna di nuova musica. Non uno, ma due i nuovi singoli pubblicati in questi giorni sulle principali piattaforme digitali. Parliamo di “Una storia di plastica” e “Tenebra”. In particolare per quest’ultima, Lacudio ha sottolineato come il brano sia di “qualità bassa e tutto molto punk e non poteva essere altrimenti, preso da una demo, nuda e cruda così com’era stata registrata.
Questi ultimi due brani si aggiungono agli altri pubblicati dall’artista abruzzese a partire dall’aprile 2025, per questo un nuovo progetto musicale che nasce dall'esigenza di esplorare territori sonori intensi e viscerali, fondendo influenze che spaziano dal rock alternativo italiano al grunge internazionale dando voce a testi diretti e introspettivi, raccontando fragilità, contraddizioni e slanci emotivi senza filtri.



Una storia di plastica


Tenebra





lunedì 12 gennaio 2026

NICOLA CEDRO - LA PROVASTO VOLA (testo)

LA PROVASTO VOLA
(Nicola Cedro)

Siamo noi, siamo ancora noi in questa città
con il mare e il cielo azzurro.
Volerà, s'innamorerà della squadra sua con il cuore bianco rosso

E LA PROVASTO VOLA!
Mi fa sentire come quando andavo a scuola
col cuore bianco rosso e con la testa sempre dentro l'Aragona.
E LA PROVASTO VOLA e vincerà!

Cuore mio sto giocando anch'io
con quel giovane che fa grande la mia squadra.
Vasto va, s'innamorerà, della squadra sua con il cuore bianco rosso

E LA PROVASTO VOLA!
Mi fa sentire come quando andavo a scuola
col cuore bianco rosso e con la testa sempre dentro l'Aragona.
E LA PROVASTO VOLA!

domenica 11 gennaio 2026

“LA PROVASTO VOLA”, Nicola Cedro pubblica il nuovo inno della Pro Vasto

Con vero piacere e con grande onore ricevuto vi presento l'inno della Pro Vasto che mi è stato chiesto di scrivere e interpretare... la dedico a tutti i tifosi e a tutti i miei cari concittadini Vastesi”. Con queste parole ieri sera Nicola Cedro, apprezzato musicista vastese, ha annunciato sui social il lancio del nuovo inno della Pro Vasto, la prima squadra calcistica della città nata nel 1902.

Siamo noi, siamo ancora noi in questa città
con il mare e il cielo azzurro.
Volerà, s'innamorerà della squadra sua con il cuore bianco rosso
E LA PROVASTO VOLA!

Questi i primi versi del brano, che sta dimostrando di essere apprezzato sui social e sul canale YouTube.
Il brano composto da Cedro è l’ultimo di una serie di inni e brani pubblicati per la Pro Vasto.
Nell’estate del 1989, in occasione del ritorno della squadra in serie C, veniva pubblicato su 45 giri “Cuore Biancorosso”, cantato da Dario Raspa, su testo scritto da Leano Di Giacomo, musica di Raffaele Bellafronte e con l’arrangiamento di Pino Piazzolla.
Nel 2002, nella ricorrenza del centenario della vastese, Leano Di Giacomo realizzava un CD dal titolo “Grazie Vasto”, contenente tre inni scritti per la squadra biancorossa su musiche di Pino Piazzolla. Il brano di apertura “Sempre Vasto” era interpretato da Virginio Galizia, “Grazie Vasto” da Gianni Drudi e “Forza Vasto Alè” dall’Orchestra Evergreen, dove a quel tempo militava Pino Piazzolla prima di fondare l’Orchestra Banda Piazzolla.
Nel 2010, Francescopaolo D’Adamo pubblicava “Alè Pro Vasto Alè”, mentre del 2016 sono altri due brani scritti dagli Andromeda e dai Liberi su Cauzione.
Complimenti a Nicola Cedro e speriamo che il suo brano sia di buon auspicio per far passare questo periodo non proprio felice e riportare i colori biancorossi più in alto, dove meritano di essere.



sabato 10 gennaio 2026

Al Teatro Rossetti il concerto di Alessandro Carbonare Trio

Domenica prossima, 18 gennaio, alle ore 18:00, il Teatro Rossetti di Vasto ospiterà il concerto “Le spericolate volute di un trio di legni”, con protagonista l’Alessandro Carbonare Trio.
La formazione, ideata dal celebre clarinettista Alessandro Carbonare, solista di fama internazionale e primo clarinetto dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, è completata da Luca Cipriano e Giuseppe Muscogiuri, musicisti di alto profilo artistico. Un ensemble tanto inconsueto quanto versatile, capace di attraversare con originalità epoche e linguaggi musicali differenti. Il programma spazia dai rarissimi Divertimenti per tre corni di bassetto di W. A. Mozart alle variazioni di Beethoven, includendo incursioni nella musica contemporanea, nel jazz, fino all’energia trascinante della tradizione klezmer, cifra distintiva dei concerti del trio.