martedì 7 luglio 2026

Il ricordo di Angelo Canelli a venti anni dalla scomparsa

8 luglio 2006. Mentre rientrava da Pescara, dove si era recato per assistere ad uno spettacolo jazz, poco dopo le 2 di notte, in prossimità del casello di Lanciano, un semirimorchio che lo precedeva in un tratto di leggera pendenza, perdeva improvvisamente un semiasse con due ruote. Inevitabile l’impatto con la Renault Laguna di Angelo Canelli.
Una notizia terribile che ha sconvolto la città intera, l’intero mondo della musica, quello medico, la famiglia, gli amici e quanti lo amavano e negli anni lo avevano apprezzato come musicista, medico e amico.
Una tragica morte avvenuta troppo presto che ha strappato alla vita Angelo Canelli, allora trentottenne, nel pieno della sua attività creativa di musicista e insegnante jazz.
Sono passati venti anni dal quel triste giorno, ma il ricordo di quanti lo hanno conosciuto è rimasto sempre vivo e pieno di affetto e riconoscenza.
L’eredità musicale conta di oltre 70 composizioni con tre CD pubblicati, collaborazioni importanti con altri artisti ed un album tributo “ASGARD: The Music Of Angelo Canelli”, di Claudio Filippini, suo allievo, che ha fatto emergere il talento e la genialità dell’artista vastese.


Il talento di Canelli nella musica era semplicemente straordinario, un dono che lo rendeva unico nel suo genere. La sua tecnica impeccabile era una virtù innata, una forza della natura. Ma il suo genio non si limitava solo alla tecnica: Angelo è stato colui che ha fatto scoprire a Claudio Filippini e ad altri artisti l'amore per il jazz e l'improvvisazione. È stato un mentore illuminante, che attraverso il suo insegnamento non ha semplicemente trasmesso nozioni teoriche, ma nei suoi allievi il vero spirito del jazz, il feeling del blues che scaturisce dall'anima e che si esprime attraverso ogni nota e la ricerca della propria voce interiore.
Angelo Canelli nasce a Vasto il 19 dicembre 1966. Nel 1982, all’età di 16 anni entra come tastierista negli Attack, band storica vastese, ancora oggi in attività, insieme a Vittorio Patriarchi, Angelo Celenza, Luigi La Verghetta e Danilo Laccetti. Nello stesso periodo, entra negli Aut Aut, band post-punk formata da Umberto Palazzo, Eugenio Aveta, Luigi La Verghetta e Roberto Di Virgilio. Con loro nel 1984 pubblicherà il demo “Limbo”, con cinque brani inediti.
Dalla metà degli anni ’80, spinto dal padre e dall’amico batterista Luigi La Verghetta, si appassiona al jazz. Nel 1986 frequenta i seminari della Berkelee School di Boston, durante la rassegna Umbria Jazz, studiando sollo la guida del pianista americano Ornelle Wright.
Insieme a Luigi La Verghetta e Ivano Sabatini forma i Jazz Up Trio, che successivamente prenderà il nome di Angelo Canelli Trio, esibendosi in numerosi concerti e festival.
Nel frattempo prosegue gli studi di medicina e nel 1991 si laurea a Bologna con 110 e lode, discutendo la sua tesi “Autoimmunità nell’Artrite Reumatoide giovanile”. Successivamente svolgerà la professione di medico presso la Divisione di Reumatologia dell’Ospedale Civile di Pescara.


Nel 1998 vince il concorso nazionale per Musicisti Jazz a Baronissi (SA) e, nello stesso anno, pubblica come Angelo Canelli Trio, il suo primo album dal titolo “Waltz For Myself”, per la Splasc(H) Records. L’album, che raccoglie composizioni scritte tra i 20 ed i 25 anni, viene ben accolto dalla critica italiana ed internazionale ed è un nuovo stimolo per Canelli per continuare a studiare, formarsi con illustri musicisti, fare nuove esperienze e comporre nuovi brani per quello che sarà il suo nuovo disco: “Do ut Dem” (2000). Rispetto al precedente lavoro, per “Do Ut Dem”, Canelli si avvale della collaborazione di Giovanni Tommaso al basso e Paolo Corsi alla batteria.
Dieci i brani presenti di cui cinque composizioni originali, tra cui la title track “Do Ut Dem”, “La logica del successo” e “A Little Change”, e cinque nuovi arrangiamenti di brani di Cole Porter, Duke Ellington, Rodgers/Hammerstein, Fields/McHugh, Battiste e Chopin con il suo famoso preludio, che viene stravolto e portata a nuova vita con un arrangiamento coraggioso.


Nel 2000, in compagnia del trio Angelo Canelli Trio, effettua il primo viaggio a New Orleans. L’anno successivo sarà ospite per una settimana della trasmissione radiofonica “Invenzioni a due Voci” su Rai Radio 3. Nello stesso periodo, partecipa alle registrazioni dell’album “Moodswing” dell’amico bassista Maurizio Rolli.
Tra il 2000 ed il 2005 aumenta l’attività concertistica in Italia e all’estero, instaurando collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Jason Stewart e Jason Marsalis, con i quali fonderà i N.O. Trio. Nel 2005 pubblicherà il terzo album “Angelo Canelli Plays The Music Of Sting”, per la Wide Sound.


In questo ultimo lavoro, il pianista vastese rende omaggio ad uno dei più grandi artisti della scena pop internazionale, attingendo dal miglior repertori del compositore inglese, riarrangiando i brani con estrema lucidità in chiave funky-jazz. I brani presenti sono tutti, ovviamente, conosciuti: passiamo da “Fragile” a “Children Crusade”, da “If You Love Sombody Set Them Free” a “Walking On The Moon” dei Police.
Di assoluto livello i musicisti che hanno accompagnato Angelo Canelli in quest’avventura: Gianluca Esposito (sassofono), Samuele Garofoli (tromba), Diana Torto (voce), Jason Stewart (basso), Maurizio Rolli (basso), Israel Varela (percussioni), Jason Marsalis (batteria), Maurizio Manzi (batteria), e la partecipazione di The Amp Chorus.
Nel 2006, dopo l’uragano Katrina, Canelli torna nuovamente a New Orleans, per vedere con i propri occhi il disastro. In quell’occasione suona nel Jazz Fest.


L’8 luglio del 2006 un tragico incidente lo strappa alla vita.
Numerose sono le sue collaborazioni con musicisti di fama internazionale, come Bruce Forman, Bob Mintzer, Jason Marsalis, Mike Stern, Kitty Margolis, Danny Gottlieb, Bob Bonisolo, Derek Douget, Giovanni Tommaso, Giulio Capiozzo, Stefano Di Battista, Bill Russo, Cameron Brown, Massimo Manzi, Bob Gullotti, Kelly Joyce, e tanti altri.
Nel 2007 il Comune di Vasto intitola alla memoria di Angelo una Sala di Palazzo d’Avalos; mentre nel 2021, alla presenza delle autorità civile e della famiglia viene intitolata una via di Vasto Marina. Un’altra strada era già stata intitolata alla sua memoria: nel 2011 a Villalago, un comune dell’aquilano colpito dal sisma del 2009.
Nel 2016, a dieci anni dalla morte, viene pubblicato il Docufilm “Asgard”, scritto da Silvio Laccetti con la regia di Simone D’Angelo e la fotografia di Costanzo D’Angelo. Si tratta di uno straordinario documentario partito da un’idea di Silvio Laccetti tre anni prima, con il progetto “Le Mille Voci per Angelo”, realizzato con il sostegno della famiglia Canelli e dell’Associazione culturale Angel’s Eyes e l’Angelo Canelli Jazz Club. Il documentario racconta i passaggi più importanti della vita e medico vastese, attraverso immagini d’archivio inedite, interviste e le sue musiche originali, comprese molte registrazioni live.

Lino Spadaccini

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